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Mostra “Cristezzanti” al Museo Navale di Pegli, viaggio tra i tesori delle confraternite

Al Museo Navale di Pegli la mostra “Cristezzanti; gli uomini delle Casacce e i tesori degli oratori del Ponente genovese e di Mele”


Evento istituzionale del Municipio Ponente organizzato assieme al Centro Universitario del Ponente in collaborazione con Comune di Genova e Mu.Ma., la mostra traccerà la storia delle confraternite di Crevari, Fabbriche, Fiorino, Voltri, Pra’, Pegli, Multedo e Mele. Sono esposti i Crocifissi Processionali con le immagini della scuola di Anton Maria Maragliano e di Agostino Storace, argenti, cappe e tabarrini assieme a sculture inedite ed oggetti utilizzati nelle Casacce già agli inizi del seicento. Una mostra che guarda al lato “umano” delle processioni, mettendo in risalto una delle attività ancora oggi più radicate e importanti che, peraltro, vanta diversi giovani e ragazzi attivi e partecipi; parliamo dei Portatori di Cristo: I Cristezzanti. L’esposizione vuole valorizzare la componente artistica presente negli oratori del Ponente legata alle processioni, fatta di sculture di altissimo pregio (Storace, Bissoni, altri Maraglianeschi per citarne alcuni), di oggetti liturgici, vestimenti di notevole fattura che ancora oggi arricchiscono le tradizionali Casacce all’Acquasanta e non solo. Una mostra che però vuole valorizzare soprattutto l’apporto umano dei confratelli che portan e stramùan i Cristi, di chi vive e organizza le processioni e mantiene viva una tradizione che vanta più di sette secoli di storia.
Il Municipio Ponente, ha chiesto a studiosi di indubbia fama di partecipare alla stesura dei testi scientifici che daranno valore non solo locale ma nazionale a questa vera e propria arte. Si terranno anche eventi collaterali, soprattutto visite negli oratori del Ponente e di Mele, con conferenze, concerti e non solo. All’interno del Museo Navale, se lo spazio lo permetterà, sarà anche realizzata una prova dedicata a chi vuole provare l’arte di portare e stramuare un Cristo messo a disposizione da una Confraternita.

Il percorso

Nel percorso saranno esposte delle opere riscoperte grazie alle indagini effettuate per la realizzazione della mostra. Tra queste quattro Cerofori appartenuti ad una antica cassa processionale dell’Assunta di Pra’, tabarrini, vesti e argenti che accompagnano le processioni, e la statua processionale del San Michele Arcangelo, restaurata per l’occasione assieme ad un prezioso tabarrino del XVIII secolo che appartiene alla Confraternita di Sant’Ambrogio di Voltri.

Le Confraternite

Le confraternite che hanno prestato i loro tesori e hanno messo a disposizione i loro sapere sono: Arciconfraternita dei Santi Nazario e Celso,
Arciconfraternita dei Santi Nicolò ed Erasmo di Voltri, Arciconfraternita di Nostra Signora Assunta di Pra’, Arciconfraternita di San Martino di Pegli, Arciconfraternita Morte e Orazione di Voltri, Confraternita del Rosario di Voltri, Confraternita di San Bartolomeo delle Fabbriche, Confraternita di San Carlo di Cese, Confraternita di Sant’Ambrogio di Voltri, Confraternita di Sant’Antonio Abate di Fiorino, Confraternita di Sant’Antonio Abate di Mele, Confraternita di Sant’Eugenio di Crevari, Parrocchia di San Michele di Fiorino

Sette secoli di Storia nel Ponente e a Mele

“Per il nostro territorio rappresentano una risorsa ed una tradizione importante e plurisecolare – afferma Matteo Frulio, assessore del Municipio Ponente e promotore dell’evento – ci sembrava giusto dare uno spazio importante, intrecciando la parte storico-artistica fatta di sculture, argenti, tessuti, con la storia, le vicende e le usanze di chi ne fa uso durante le tradizionali Casacce al Santuario dell’Acquasanta e nell’estremo ponente di Genova”. Assieme alle opere d’arte infatti ci saranno le immagini di Ferruccio Jochler, considerato lo storico fotografo dei Cristezzanti, assieme a quelle dei giovani cristezzanti contemporanei, proprio per dimostrare che è ancora un’arte viva e ricca di risorse. Si potranno conoscere nomi, curiosità, tecniche e alcune vicende dimenticate. In una giornata durante le aperture straordinarie, sarà inoltre possibile provare a portare o stramurare un crocifisso sotto gli occhi vigili di veri e propri maestri della tradizione.

Il Catalogo

“Ci hanno aiutato i più eminenti storici delle casacce e delle loro opere d’arte. Tra questi Fausta Franchini Guelfi, Franco Boggero, Gianluca Zanelli ma non solo. Abbiamo chiesto a tre giovani studiose già affermate con altre mostre e pubblicazioni, di effettuare indagini e studi: Sara Garaventa si è occupata dei crocifissi processionali, Letizia Ciarlo ha effettuato uno scrupoloso studio sugli argenti effettuando numerose scoperte, e Elisa Levrero ha curato la parte relativa ai tabarrini. Da non dimenticare i contributi di Grazia Di Natale dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia e di Anna Dagnino, storica dell’arte. Tutti i loro studi sono contenuti in un volume edito dalla Sagep che sarà presentato durante l’inaugurazione. Ringraziamo tutti gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

Dal passato verso il futuro

L’intento della mostra è quindi quello di far conoscere questo mondo, spesso visto solo durante le processioni ma che ha alle spalle, sette secoli di storia da raccontare, che spesso si mescola alla società dell’epoca in aiuti concreti alle classi sociali più povere. Anche oggi questa tradizione continua, così come in quella della Morte e Orazione di Voltri, l’attività di sostegno verso le famiglie e le persone in difficoltà è ancora viva. Così come in quasi tutte esistono giovani, anche sotto i 18 anni che si impegnano a migliorare nell’arte di portare il crocifisso processionale. “Crediamo – continua Frulio -che queste tradizioni debbano essere tutelate valorizzate e incentivate. Abbiamo iniziato nel 2017 premiando questi giovani ragazzi e bambini. Continuiamo con questa mostra. Per il futuro abbiamo in programma qualcos’altro ma manteniamo il riserbo”.

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