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Black friday al veleno, Confesercenti contesta l’assessore: “Mai fatto richiesta di deroga”

In una nota, Benvenuti aveva scritto di essere stato sollecitato dalle associazioni a derogare alla legge sui saldi, Confesecenti fa sapere di non aver inoltrato alcuna richiesta. Sullo sfondo: una battaglia di posizioni tra le due realtà associative della categoria

Black Friday il 29 novembre, fuori tempo massimo (meno di 40 giorni prima dell’avvio dei saldi che quest’inverno cominceranno il 4 gennaio) e a ridosso delle vendite prenatalizie, la giunta regionale ha approvato la deroga alla sua stessa legge sulle vendite di fine stagione. L’assessore al Commercio Andrea Benveduti aveva commentato in una nota: <Ci siamo sentiti in dovere di assecondare le richieste di deroga delle associazioni di categoria>. Le associazione di categoria sono due, Ascom e Confesercenti, e quest’ultima ha chiarito con un post Facebook di non aver chiesto proprio nulla: <Alla data del 13 ottobre – scrive l’associazione sul post – Confesercenti Liguria e tanto meno Confesercenti Genova hanno richiesto la deroga o il blocco, in attesa del termine del sondaggio (presso i propri associati n.d.r.) e delle relative valutazioni>.
<Come sempre – aveva scritto nella nota l’assessore -, la Regione si rende disponibile ad accogliere le esigenze del commercio e i suggerimenti provenienti dalle associazioni di categoria>. Ma, a quanto pare, i suggerimenti provenivano da una sola delle due associazioni, tanto che l’altra s’è trovata costretta a smentire ufficialmente per non fare presso i propri associati la figura di chi avvia una consultazione presso la base solo formalmente, ma in realtà è già andata a fare carte presso le istituzioni.
Dietro a tutto questo c’è uno scontro di visione tra le due associazioni ed è evidente che l’assessore Benveduti si è schierato per Confcommercio, scrivendo poi, secondo quanto afferma Confesercenti, che la richiesta era pervenuta da tutti.

Il sondaggio Confesercenti si è concluso proprio domenica, con una forte predominanza dei no. Vero è che i votanti sono stati appena 103 (tra l’altro potevano votare tutti, non solo i commercianti iscritti), ma è pur sempre uno schieramento netto: 73% no e 27% sì. Fismo, la federazione dell’abbigliamento dell’associazione, attraverso la presidente Francesca Recine, ha comunque fatto sapere che fornirà a chi decide di aderire materiale promozionale.

Il tema del post Facebook di protesta di Confesercenti, però, riguarda più una questione di rapporti istituzionali tra associazione e assessorato regionale che la diatriba vera e propria sul black friday.

Alle eccezioni di Confesercenti in attesa del risultato del sondaggio, aveva risposto con una nota Federmoda Confcommercio, che non aveva fatto uso di diplomazia ricordano nella propria nota di essere <l’associazione di categoria dei commercianti più rappresentativa sia a livello nazionale sia locale>. Federmoda aveva fatto sapere di ritenere <che ogni esercente debba essere libero di scegliere se aderire a questo evento oppure no, di conseguenza ha richiesto a Regione Liguria una deroga al divieto suddetto per la giornata del 29 novembre, a tutela di tutti i piccoli commercianti, riscontrando una piena approvazione e collaborazione da parte dell’Assessore Benveduti e dei suoi uffici che ringraziamo>.

<Riteniamo infatti – si legge ancora nella nota – che non sarebbe stato di nessun aiuto se quel giorno la grande distribuzione organizzata e i grandi store in barba alla normativa – 1000€ di multa per loro infatti sono briciole, per noi piccoli no – avessero esposto sulle vetrine i cartelloni con scritto Black Friday a caratteri cubitali e noi piccoli fossimo rimasti con le mani legate per non essere multati>. 

<Strano da parte dei colleghi di Confesercenti – aveva detto Gianni Prazzoli, presidente Federmoda Genova – pubblicizzare sui giornali un evento per il quale non si è d’accordo. Il nostro intento infatti è solo quello di tutelare il piccolo commercio di qualità e di conseguenza la propria clientela e, in occasione di questo evento, mettere in condizione gli imprenditori che lo vogliono fare di non essere soggetti a sanzioni. È chiaro che nessuno di noi ami fare sconti e tutti vorremmo puntare sempre e solo sulla qualità- prosegue Prazzoli – ma i tempi sono durissimi e se questa giornata può aiutare qualche collega a pagare con più serenità delle Ri.Ba, bè noi non ce la sentiamo di certo di impedirglielo>.

<I sondaggi via social servono a poco – aveva aggiunto Manuela Carena, vice presidente della federazione abbigliamento Confcommercio, e le risposte non rappresentano certo la maggioranza dei commercianti, tanto più se non raggiungono nemmeno il centinaio di commenti in totale>. Nel frattempo sono arrivate a 103, ma l’ordine di grandezza non cambia. Confcommercio, ai tempi d’oro della categoria, prima della crisi dei consumi e del commercio tradizionale, è sempre stata piuttosto critica nei confronti delle vendite scontate, tendendo – storicamente – per lo più a cercare di limitarle. A cosa è dovuto il cambio di fronte? Nell’era dell’e-commerce i ragionamenti fatti a raggio cittadino (quando si può comperare su internet dall’altra parte del mondo) non hanno più lo stesso senso che avevano una volta. Come si è detto, però, la polemica di Confesercenti non è tanto sul black friday (su cui ha semplicemente tentato di governare il consenso della categoria, a torto o a ragione, oggettivamente in maggioranza critica) quanto sulla decisione dell’assessore di dare ascolto solo agli eterni “rivali” di Confcommercio e alla successiva leggerezza di inviare un comunicato da cui sembrava ci fosse anche l’adesione dell’associazione di via Balbi.

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