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Fp Cgil contro Fassio: “Scredita in modo pesante i servizi sociali del Comune”

Il sindacato: <Dichiarazioni su storture del sistema non meglio precisate che indirettamente accusano di incompetenza e inefficienza – o peggio – operatori sociali e magistrati. Pretendiamo che l’assessore si scusi pubblicamente con i lavoratori che denigra e mette in difficoltà nello svolgimento quotidiano del lavoro>

Lettera aperta sul <pesante attacco agli operatori del sociale del Comune di Genova> firmata da Marina Boero e Nicola Dho della Fp Cgil Genova e Liguria. L’obiettivo è l’assessore ai servizi sociali Francesca Fassio e le sue <dichiarazioni su storture del sistema non meglio precisate che indirettamente accusano di incompetenza e inefficienza – o peggio – operatori sociali e magistrati> si legge nella lettera. La pubblichiamo integralmente.

Da giorni campeggiano sulla stampa dichiarazioni dell’assessore Fassio che screditano in modo pesante i servizi sociali dell’Ente, che la stessa dovrebbe tutelare e promuovere.
Leggiamo dati snocciolati pubblicamente sul numero di minori seguiti e/o allontanati dalle famiglie, citati appositamente per creare allarme e, contemporaneamente, leggiamo di sue dichiarazioni su storture del sistema non meglio precisate che indirettamente accusano di incompetenza e inefficienza – o peggio – operatori sociali e magistrati.
Ci chiediamo, allora: è opportuno che chi ha la responsabilità di valutare, programmare e gestire servizi di grande delicatezza lo faccia con queste modalità e questi toni?
L’assessore ricopre la carica da oltre due anni, nei quali avrebbe avuto tutto il tempo per riorganizzare i servizi. Perché proprio ora apre un caso di queste dimensioni?
Non vorremmo che le ragioni di posizionamento politico prevalessero sulle esigenze di riorganizzazione dei servizi. Se l’assessore ha elementi oggettivi che sostanzino le accuse si rivolga alle istituzioni competenti, anziché dare in pasto alla stampa indiscrezioni pesanti, ma vaghe.
Così si innescano processi sommari, che rischiano di destrutturare i sistemi che sostengono famiglie e minori in difficoltà dei quali in una fase di crisi così profonda c’è sempre più bisogno.
Campagne come questa alimentano il tasso di aggressività nei confronti degli operatori, che paradossalmente lo stesso Comune di Genova riconosce e cerca di fronteggiare, anche con iniziative diventate buone prassi di livello nazionale, come la “Procedura correlata a situazioni di emergenza o pericolosità per gli operatori sociali”, recentemente aggiornata (DD n. 147 del 18/12/18).
Pretendiamo che l’assessore si scusi pubblicamente con i lavoratori che denigra e mette in difficoltà nello svolgimento quotidiano del lavoro, screditando il loro ruolo in situazioni spesso delicatissime.
Apra subito un confronto serio, senza minacce e cambi vorticosi di direttori e funzionari. Vuole riorganizzare il sistema? Ci dica come vuole farlo, si confronti con i lavoratori e programmi un adeguato piano di assunzioni. Infine facciamo nostro l’appello dei Magistrati per i Minori e per la Famiglia: “(…) si eviti il ricorso a semplificazioni dei fatti non approfondite né contestualizzate, specie in una materia di grandissima complessità e delicatezza, la cui trattazione richiede un elevato livello di specializzazione, con la conseguenza di gettare indiscriminato discredito su ampie fasce di operatori scrupolosi che perseguono, abitualmente, la lealtà, la collaborazione e la trasparenza nei confronti dei propri utenti e così cagionando, al contrario, fratture e contrapposizioni disfunzionali ad un coeso ed efficace sistema di protezione dell’infanzia e di aiuto alle famiglie più fragili”.
Siamo certi che l’assessore ci convocherà al più presto.

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