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Il Civ: “Inopportuna la lettera contro i bimbi, ma qualche problema c’è”. Il Municipio: “Serve un nonno vigile”

La presidente dei negozianti Carena: <Ci dissociamo dal metodo, ma va trovata una soluzione>
Il presidente del Municipio Carratù ai commercianti: <Finanziamo insieme la presenza di un nonno vigile>

Un autogol la lettera contro i bambini che giocano in via Galata e la richiesta perentoria (e inascoltata) di evitare la festa di fine della scuola elementare Descalzi-Polacco nella strada, ma per il Civ Colombo Galata qualche problema di convivenza tra botteghe e bimbi esiste. Lo dice la presidente Manuela Carena. <Come Civ – spiega – ci dissociamo dal tono della lettera e anche dalla richiesta di annullare la festa di fine anno, che ormai è un appuntamento tradizionale che si tiene da anni. Non è il modo di portare alla ribalta un problema che in qualche misura esiste ed è stata una manovra di marketing sbagliatissima>. Come la notizia ha incominciato a girare, infatti, è partito il tam tam per organizzare il boicottaggio, in qualche caso alle sole botteghe firmatarie della poco gradevole missiva, in altri a tutta la strada, dove ci sono decine di negozi e altrettanti commercianti incolpevoli, alcuni dei quali nemmeno sapevano dell’iniziativa dei colleghi, altri che avevano opposto un deciso rifiuto proprio per i toni spiacevoli. Nella lettera, tra l’altro, si parla di una bimba che ha perso una falange in un incidente quasi come esempio di invivibilità della zona, ma il padre ha voluto precisare che la bambina non era sola. Alcuni testimoni raccontano che la piccina aveva appoggiato la manina sullo stipite di un negozio e che un commerciante ha sbattuto con violenza la porta per chiuderla. Non è stato certamente un gesto intenzionale, tuttavia quanto è accaduto non è stato causato né dalla mancata custodia dei genitori né da comportamenti inadeguati della piccola, ma dal gesto di stizza del bottegaio. Usare il brutto incidente come “prova” di una situazione incontrollata non è stato né giusto né di buon gusto.
<Tuttavia, in un preciso tratto della strada – prosegue Carena – qualche problema c’è stato>: una pallonata che ha rotto una vetrina, un po’ di baccano ogni tanto. È bene dire che i bimbi che frequentano lo spazio in strada, in cui il Civ ha chiesto e ottenuto il posizionamento di alcune panchine, hanno tra i 3 e i 7 anni. Quindi si può parlare di bambini vivaci (come ogni bimbo che gioca in strada da sempre) accompagnati da genitori, nonni o baby sitter e non certo di gioventù bruciata abbandonata a se stessa. Tra l’altro, la presenza del gruppo si verifica solo da aprile a giugno, quando finisce la scuola, per 2 ore: dalle 11:30 alle 18:30 dei giorni feriali. Insomma, quanto si legge nella lettera è certamente abnorme rispetto alla situazione prospettata: una sorta di Bronx all’ombra della Lanterna, con consumati teppisti all’opera per tutto il pomeriggio e per tutto l’anno. <I più grandi non ci sono – prosegue la presidente del Civ -. Lì si fermano i più piccini. Vero è che qualche baby sitter non si assicura sempre che i bambini non combinino guai. Certamente quello non è lo spazio ideale per il gioco dei bambini all’aperto. Si era ipotizzato di trasformare le aiuole su piazzetta Brignole in un piccolo parco giochi, ma mancano i fondi necessari: circa 15 mila euro. Tra i 5 e gli 8mila euro potremmo anche trovarli grazie a qualche sponsor, ma ne servono molti di più>.
Il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù ha in mente una soluzione per salvare capra e cavoli: <Il prossimo anno si potrebbe optare per la presenza di un nonno vigile nelle ore di presenza dei bambini. Propongo ai commercianti di finanziare insieme il servizio di vigilanza>.
Ma Carena è perplessa: <Ci vorrebbero circa 30 euro al giorno: non è una spesa da poco>.

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