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Infortunistica della polizia locale, polemiche e veleni

La rivolta a fronte della richiesta del Comando di alzare la produttività. La provocazione degli agenti: raid nei quartieri collinari per le soste invece delle sanzioni legate alla sicurezza stradale, proprie del reparto. Una polpetta avvelenata per Giurato

Da una parte la Rsu del reparto Infortunistica, dall’altra il comandante della polizia locale, Gianluca Giurato. È stato lui, qualche giorno fa, a recapitare al comandante del reparto speciale, Marco Monticini, una lettera in cui, a norma di regolamento, effettua una “segnalazione preventiva ai dipendenti dell’esigenza di migliorare il proprio contributo”. Una misura che non produce effetti se i dipendenti adeguano i risultati a quanto richiesto.
<Il reparto Infortunistica Stradale deve garantire un quantitativo minimo di 20 operazioni al mese per ogni singolo operatore, operazioni in base alle quali il personale sarà valutato, con inevitabili ricadute sullo stipendio e sulle progressioni di carriera> recita il comunicato della Rsu, che specifica che le “operazioni” sarebbero da intendersi come <soste e verbali>.
Al personale dell’Infortunistica, però, sono richiesti accertamenti legati strettamente all’attività specialistica del reparto, quindi non soste ma sanzioni relative a comportamenti pericolosi per la sicurezza stradale come guide in stato di ebbrezza, uso di cellulare alla guida, velocità pericolose e altri comportamenti che mettono a repentaglio la sicurezza di chi guida e degli altri cittadini. Per fare sanzioni su condotte pericolose il comandante del reparto Monticini ha chiesto e ottenuto dal comando il telelaser. Pare, però, che, invece, negli ultimi giorni, da quando è arrivato il richiamo di Giurato, gli agenti dell’Infortunistica si siano particolarmente dedicati, specialmente nei turni notturni, ai divieti di sosta. Tanto da far infuriare gli abitanti della circonvallazione a monte (proprio la zona dove abita l’assessore Stefano Garassino) dove di posteggi ce ne sono pochi e piazzare l’auto la sera è una prova di creatività quotidiana. Insomma, una polpetta avvelenata per il Comandante utile a sollecitare la reazione della politica a pochi giorni dalle elezioni europee. Il Comando ha dato ordine di evitare le sanzioni notturne per divieto di sosta nei quartieri collinari dove deve essere sanzionata la sosta intralcio o pericolosa. Risulta, però, un raid notturno di squadre dell’Infortunistica che, invece di sistemare il telelaser o sanzionare ubriachi al volante, si sono dedicate ai divieti di sosta che non sono tra i compiti del reparto: 30 sanzioni in una sola sera.
Ma cosa c’è scritto nella famosa lettera di Giurato a Monticini? I bene informati sostengono che il Comandante abbia contestato un’attività ridotta dei 28 addetti ,dagli agenti ai commissari: 59 sinistri stradali rilevati, praticamente 2 per ciascuno in 4 mesi, da gennaio ad aprile. Uno ogni due mesi a testa. Un’attività che secondo Giurato lascia il tempo di dedicarsi alla prevenzione e alla sicurezza stradale.
Vero è che la rilevazione degli incidenti non è un’attività standard: ci sono incidenti con fuga, filmati di telecamere da visionare, testimoni da trovare e sentire. <La rilevazione degli incidenti di particolare spessore e le attività di indagine siano esse svolte d’iniziativa che delegate dalla Procura della Repubblica richiedono estrema delicatezza, specializzazione, attenzione e competenza, nonché parecchio tempo> scrivono i lavoratori in un comunicato, aggiungendo esplicitamente che <vorrebbero poter continuare ad operare con serenità, tranquillità e la consueta professionalità e soprattutto senza sentirsi minacciati di ritorsioni qualora la loro “produttività” non rispettasse determinate aspettative>. È anche vero, però, che nemmeno un qualsiasi agente di polizia di Stato o carabiniere può permettersi di seguire un solo caso ogni 2 mesi e che i controlli sulla sicurezza stradale (e non le multe per divieto di sosta) sono compito specifico del reparto.
<L’impatto emotivo della rilevazione di un incidente mortale, come ben può comprendere chiunque, coinvolge gli appartenenti al Reparto sia come cittadini ma soprattutto come lavoratori impegnati nella loro mansione, specialmente perché non si ferma al solo tragico momento, ma si protrae per tutto il doverosamente lungo tempo delle indagini. Un carico emotivo che segue ogni operatore ben oltre l’orario di lavoro>. In sostanza, i lavoratori non negano di aver seguito meno di 60 sinistri in 28 e in 4 mesi, semplicemente difendono il fatto di continuare a lavorare come hanno sempre fatto.
Non pare, invece, reale la richiesta scritta del comando di 20 sanzioni al mese, sia quel che sia, a torto e peccato, comprese le “sostine” notturne in collina, citata nel comunicato della Rsu. Il Comando avrebbe chiesto, invece, come specificato in una lettera a tutti gli operatori firmata da Monticini, particolare attenzione ad <interventi di polizia stradale volti specificatamente alla tutela della sicurezza degli utenti della strada>, cioè alla sorveglianza della sicurezza stradale (attività specifica del reparto) e non, quindi, alle soste.
Il comandante Giurato non commenta, fedele alla consegna di Tursi di non rilasciare dichiarazioni, valida da diversi mesi. Non possiamo, quindi, dar conto della sua versione. Si dice, però, che abbia già acquisito i fascicoli dei singoli incidenti per capire la reale complessità degli accertamenti.
Certo è che a complicare tutto si innestano la battaglia sindacale degli ultimi mesi a fronte dei cambiamenti impressi dal comandante Giurato e soprattutto alla scarsa propensione dell’amministrazione a tener fede alle promesse fatte sulla retribuzione degli agenti subito dopo l’elezione e il particolare momento politico, a ridosso delle elezioni europee: le sanzioni che impongono il rigoroso rispetto delle regole certo non giovano alla campagna elettorale dei partiti che governano la città.
Forse dopo le consultazioni di domenica si troverà modo e tempo di ragionare serenamente sui compiti dell’Infortunistica, certamente delicati, sui carichi di lavoro comprese le attività delegate della Procura (che si è espressa molto favorevolmente sulle modalità di indagine degli operatori), su una produttività che vada decisamente a vantaggio della sicurezza stradale, valorizzando le competenze degli operatori, ma garantendo anche una maggiore impegno sulla prevenzione e la sicurezza stradale. Uno sforzo a cui, ciascuno coi propri compiti, tutti gli operatori della polizia locale sono stati chiamati per dare una svolta, come chiesto dall’amministrazione comunale, ai drammatici dati relativi agli incidenti mortali e fortemente invalidanti (Genova è maglia nera d’Italia), alla sicurezza urbana e alla vivibilità dei quartieri. Al Comandante, per questo, non sono arrivate soltanto critiche, ma anche i giudizi positivi da chi, nel Corpo e fuori, vede nel nuovo corso, un tentativo di rendere alla polizia locale la buona reputazione dei cantunè dei tempi andati.


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