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Il nostalgico Clavarino, super saggio del Sindaco, contro migranti e divorzio

Lui inneggia agli anni ’50 e ’60, prima di <bestemmie, migranti e coppie disintegrate>. Elisa Serafini gli fa notare che era il tempo in cui la donna era cittadino di serie B, prima (appunto) del divorzio, dell’aborto legale e anche dell’abolizione del delitto d’onore

Alberto Clavarino, saggio di Bucci, guida del gruppo dei consigliori del Sindaco, nostalgico degli anni in cui la donna non aveva diritti, era cittadino di serie B, pagava da sola tutto il prezzo del moralismo religioso nella società di uno Stato che per l’articolo 7 della Costituzione e il Concordato è e deve essere laico. Scrive Clavarino:

Così, sulla sua bacheca Facebook, Clavarino tra i “mali” della società contemporanea infila non la disoccupazione, ma le bestemmie (esistevano anche negli anni ’50 e ’60, poi “chi è senza peccato scagli la prima pietra”), non la povertà ma i migranti (onesti o delinquenti che siano, per il solo fatto che siano nati altrove), non le violenze alle donne ma le “coppie disintegrate”, cioè il divorzio.

Stamattina sulla sua bacheca, dove il post ha ricevuto like da parecchie persone di area, anche (in omaggio alla coerenza) divorziate, l’ex assessore Elisa Serafini gli ha ricordato alcuni elementi storici che il “saggio” Clavarino sembra non ricordare. E a uno dei commenti di Serafini c’è anche il like dell’ex ministro del Bilancio e della Programmazione economica del governo Berlusconi I, Gianfranco Pagliarini.


Serafini, a proposito di ignoranza storica, gli ricorda le condizioni della donna in quei tempi, vittima dell’ipocrisia di una società che la vedeva cittadino di serie B, a sopportare i tradimenti e le scappatelle dei mariti nei casini (dove spesso venivano portati anche i figli per l’iniziazione al sesso) e se invece era lei a “uscire dai binari” della fedeltà, concretamente vittima anche della legge sul delitto d’onore abolito solo nel 1981, dopo il referendum sul divorzio (1974), dopo la riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975), e dopo il referendum sull’aborto. Una legge che alleggeriva le pene agli uomini che uccidevano per gelosia. Serafini ricorda le discriminazioni e la violenza conto gli omosessuali, una situazione purtroppo non ancora del tutto superata. Ricorda anche le donne uccise dagli aborti clandestini, effettuati con tisane di prezzemolo (veleno puro) e ferri da calza non sterilizzati. Ecco il fenomeni che contraddistinguevano il mondo per il quale Clavarino esprime nostalgia.
Buon peso, a chiarire per intero l’orientamento del “super saggio” si aggiunge la citazione dei migranti tra i mali della società contemporanea. Senza alcuna puntualizzazione, cioè in senso generale. Come se a commettere reati fossero solo loro e non anche tanti “rispettabilissimi” italiani, come se ogni straniero, uomo donna o bambino, delinquente o onesto lavoratore, fosse un danno per la società. Questo modo di pensare ha un nome, ma lasciamo a voi, se volete, il compito di individuarlo.

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