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Collezione Bruschettini, Terrile: “Tursi non la vuole nella ex chiesa”

L’accusa del consigliere Pd: “All’amministrazione non piace la collocazione ipotizzata per la collezione di arte islamica: Sant’Agostino, perché potrebbe urtare la suscettibilità di certi cattolici. È stato detto durante una riunione ufficiale”

<Dal 2017 la Fondazione Bruschettini per l’arte islamica e asiatica attende l’assenso del Comune di Genova per formalizzare la donazione della sua intera collezione di arte ottomana e islamica affinché sia collocata in maniera permanente nel Museo di Sant’Agostino che diventerebbe, pertanto, il maggiore museo italiano dedicato all’argomento>. Lo dice il consigliere comunale Pd Alessandro Terrile. <Si tratta di un patrimonio artistico eccezionale, che comprende dipinti, arazzi, ceramiche, tappeti, oggetti militari, e persino una versione del Corano appartenuto a Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli – continua Terrile -. Ma perché da due anni nulla si muove? Ecco la risposta dell’assessore alla Cultura alla mia interrogazione scritta: “Comune e Fondazione Bruschettini di recente hanno ribadito la reciproca volontà di collaborare perché Genova possa godere di una delle collezioni più prestigiose al mondo. La collezione necessita di ampi spazi con specifiche caratteristiche di illuminazione, climatizzazione e ovviamente sicurezza. Si sta lavorando con la Direzione Patrimonio per identificare una sede idonea per tipologia di spazi e collocazione logistica”. Insomma ci si lavora senza fretta. Ma dietro il burocratese si nasconde una verità non detta, sfuggita da una recente riunione operativa. Il Comune non vuole esporre la collezione di arte islamica a Sant’Agostino, e in particolare i grandi arazzi nell’ex Chiesa oggi auditorium del Museo, per timore di offendere la sensibilità religiosa. Maometto non può stare sotto il campanile, anche se Sant’Agostino è un edificio sconsacrato da più di due secoli, dall’uscita di scena degli Agostiniani nel 1798.E così sull’altare di Sant’Agostino può rimanere il laicissimo Genio dell’Armonia che Giuseppe Gaggini aveva scolpito per la sommità del Teatro Carlo Felice (dove oggi vi è una copia) ma non la più grande collezione di arte islamica. Nella Genova meravigliosa qualcuno potrebbe offendersi>.

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