Tra gli obiettivi dei cantuné, per la prima volta, le sanzioni (ma di fatto è sempre stato così)

Le pagelline per le progressioni dei lavoratori della polizia locale sono da sempre di fatto dipendenti dalle quantità di multe. Il primo dei commissari che hanno ottenuto il passaggio alla categoria superiore sui voti dell’ultimo triennio non a caso è il capo dell’ufficio contravvenzioni
Il pasticciaccio dei permessi “Genova parcheggi” spariti (e riapparsi)
Trattativa sindacale, Uil sospende il presidio. Oggi un’occasione di ravvicinamento tra cantuné e amministrazione

Tutto come prima, solo che ora sta nero su bianco. Da ormai molti anni il Comune mette a bilancio preventivo le sanzioni, da altrettanto tempo i comandanti di turno chiedono a chi dirige distretti e reparti di sanzionare. Qualche anno fa l’avviso fu addirittura apposto da un incauto titolare di posizione organizzativa dell’Autoreparto persino nella bacheca della sede con l’avvertimento che chi non portava sufficienti sanzioni sarebbe stato mal valutato. È un dato di fatto che più che spesso gli agenti (e i loro capi) che “producevano” più sanzioni venivano valutati con punteggi più alti: è sempre stato il segreto di Pulcinella. Tanto che l’ex assessore alla polizia locale Elena Fiorini fu costretta a chiedere (con una certa insistenza) al precedente comandante, Giacomo Tinella, e all’allora responsabile del distretto di competenza di riequilibrare le valutazioni degli agenti che si occupavano del centro storico, quasi tutto isola pedonale o zona a traffico limitato, ma ricco di problemi di vivibilità. Intervenire migliorava la situazione, ma non “produceva” multe e così i cantuné che prestavano sevizio nei carruggi erano svantaggiati nei voti, quegli stessi voti (quelli degli ultimi 3 anni) che hanno determinato progressioni a dir poco bislacche all’interno del corpo sia tra i commissari sia tra agenti e sovrintendenti.

Che il primo dei progrediti a categoria superiore sui voti degli ultimi tre anni sia il capo dell’ufficio contravvenzioni del Matitone la dice lunga su come siano sempre andate le cose.

<Non sono ipocrita> commenta lapidariamente il comandante Gianluca Giurato. Non si nasconde dietro un dito, insomma. Ma non c’è verso di cavargli di bocca altro commento. È quello il suo lavoro: prevenire e, se del caso, reprimere. E se meraviglia ci deve essere, è per lo stupore che una legge eternamente non scritta sia stata resa chiara quanto lo è un ordine di servizio per punti anziché, come è sempre successo, esposta nelle riunioni tra comandante e responsabili di distretti e reparti i quali, a loro volta, portavano l’ordine ai loro sottoposti in maniera più o meno soft. Non scrivendolo, ma di fatto imponendolo. Nessuna novità, dunque, a parte il fatto che sia stato scritto e il fatto che sia stato ricordato che non c’è solo il traffico, ma anche la vivibilità e i comportamenti che la minano e tra questi l’abusivismo commerciale. Lo stesso Giurato ha trascorso la notte di Capodanno coi suoi uomini a sanzionare chi non rispettava l’ordinanza che vietava i botti e ad impedire ai venditori di panini e gadget di vendere senza permesso o in luogo non consentito. Se leggi, regolamenti, ordinanze esistono è perché vengano rispettati. E se una distorsione esiste è che questa come le passate amministrazioni abbiano messo e mettano a bilancio preventivo i proventi. Di fatto, è stata la prima notte di San Silvestro senza paninari a memoria d’uomo e il camion della polizia locale s’è riempito di bacchette magiche luminose, spade laser, orecchiette colorate.

È noto a tutti che il numero degli incidenti gravi e addirittura mortali a Genova è in aumento da ben prima che Giurato assumesse la guida del corpo, da prima che crollasse il ponte Morandi.
Le responsabilità degli incidenti nella maggior parte dei casi – due su tre – sono addebitabili a comportanti scorretti del conducente, tant’è che di recente è stato introdotto il reato di omicidio stradale. Poi, a causa del grave sotto organico della polizia locale (che sta per essere “aggredito” con nuove assunzioni anche grazie al decreto Emergenze e attraverso un concorso che si è concluso da poco, il primo dopo molti anni), le strade sono meno sorvegliate, le doppie file si sprecano, soprattutto in periferia. Mano a mano che scemano le emergenze legate al ponte (ce ne sono ancora tante, però) è il caso di metter mano alla quotidianità, che significa anche incidenti gravissimi a raffica, pericoli e disagi per la popolazione che le regole le rispetta.

Quei contrassegni di Genova Parcheggi “spariti”

Venti di tempesta nel corpo per due tagliandi che consentono il posteggio gratuito alle auto private quando usate per servizio, in occasione di interventi in borghese, da un reparto dove l’attuale responsabile, al momento del rinnovo, è venuto a conoscenza della loro esistenza e si è reso conto che ne mancavano due all’appello. Non solo il suo predecessore non glieli ha lasciati al passaggio di consegne, ma non gliene ha mai nemmeno parlato. Dove erano? Li aveva portati via al momento dell’avvicendamento e ora ha ammesso candidamente di averli portati con sé al momento del trasloco in altra sede lavorativa. Sono in corso indagini per capire se siano stati usati impropriamente fuori servizio ed, eventualmente, da chi.

La questione sindacale

Dopo l’adesione bulgara alla sciopero Diccap Sulpl di sabato, che ha dimostrato il totale disaccordo degli uomini del corpo con la firma della contrattazione territoriale da parte di Cgil e Cisl, per oggi era stata richiesta per oggi, dalla Uil, un’assemblea dei lavoratori alle 13 in via Garibaldi, poco prima dell’inizio della riunione del consiglio comunale che partirà alle 14. <L’amministrazione, venerdì scorso, ha deciso di convocare la delegazione sindacale per lo stesso giorno, martedì 15 gennaio, alle ore 13 – dice Anna Guiducci della Uil Fp-. I temi dell’incontro sono la situazione della polizia locale e i sistemi di valutazioni che vengono utilizzati per le progressioni economiche. Eravamo indecisi se mantenere l’assemblea in concomitanza con l’incontro sindacale o posticiparla. Di fatto, l’abbiamo differita a martedì 22 gennaio con l’auspicio di dare ai lavoratori finalmente risposte concrete alle richieste perché dopo mesi di astensione dallo straordinario e uno sciopero che ha avuto un’adesione quasi totale speriamo che l’amministrazione abbia intenzione di rivedere le sue posizioni e di trovare un punto di incontro ragionevole>.
La parola magica è proprio “punto d’incontro”, l’avvicinamento reciproco delle due posizioni. È chiaro che le posizioni prese da Cgil e Cisl per il Decentrato 2018 non sono gradite praticamente alla totalità dei cantuné. A fronte della penuria di risorse economiche messe a disposizione, la situazione è andata a penalizzare la polizia locale per evitare di chiedere sacrifici agli altri dipendenti, che sono quattro volte tanti, come le loro tessere sindacali. Certo che il muro contro muro non giova a nessuno. Un buon punto di partenza sarebbe quello di azzerare la trattativa 2018, per la quale “cosa fatta capo ha” e incominciare ad analizzare la prospettiva 2019. Magari, da parte dell’amministrazione, approfondendo i carichi di lavoro, i turni notturni, festivi e serali che devono essere remunerati meglio di un turno “dalle 9 alle 5” (o simili) a una scrivania di un pari grado. Come del resto accade in tutta Italia. I ghisa milanesi stanno mettendo a soqquadro la città per non timbrare il cartellino, cosa che i colleghi genovesi fanno da tempo. Chiaro che ci possano essere in una squadra di oltre 800 uomini, comportamenti non idonei, ma quelli vanno perseguiti (come il Comandante ha già fatto in due casi denunciando i responsabili) e non è il caso di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Non solo per quei lavoratori che fanno il loro dovere (e a volte anche di più), ma anche per la città. Ovvio che si debba rivedere il metodo delle valutazioni per le progressioni, fino ad ora, di fatto, basate spesso sulla quantità di sanzioni. Altro che mettere nero su bianco che si debbano perseguire, come è ovvio, coloro che tengono comportamenti scorretti alla guida, anche in funzione di prevenzione.

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