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Partito il corteo degli operai delle riparazioni navali contro i cittadini che chiedono verifiche sull’inquinamento

Si ripropone la drammatica scelta tra salute e occupazione. Forti ripercussioni sul traffico

 

E partito il corteo dei lavoratori delle Riparazioni Navali di Fim, Fiom e Uilm che protestano contro la decisione dei residenti di centro storico e di Carignano che hanno chiesto al Ministero dell’Ambiente verifiche sulle emissioni delle industrie e la loro delocalizzazione. Ancora una volta, come tante volte è successo in passato per Ilva, i genovesi si dividono tra salute e lavoro. Il Comitato Porto Aperto (che non vede la partecipazione dei soli abitanti di Carignano, tanto che lo stesso presidente è del centro storico) sostiene, dopo aver effettuato analisi a proprie spese, che le imprese emetterebbero inquinanti in grado di minare la salute dei residenti di tutta la fascia che si affaccia sui cantieri, ma anche di quelli del resto della città, i lavoratori lottano perché le aziende non traslochino, privando la città di nuovi posti di lavoro in una situazione dell’occupazione drammatica. In sostanza, d qualsiasi parte la si veda, una situazione drammatica che certamente, nel suo complesso, merita l’attenzione del Governo per stabilire se quanto dicono gli abitanti è vero ed eventualmente porre rimedio alla situazione con tutte le misure necessarie (non necessariamente la delocalizzazione, ma misure di contenimento delle emissioni) o dissipare i dubbi ed evitare future tensioni sociali. Non si può, nel 2016, essere ancora costretti a dover scegliere tra la salute e il lavoro.
Il corteo muove ora verso Carignano (scelto probabilmente perché gli operai ritengono o vogliono far intendere all’opinione pubblica che siano solo gli abitanti del quartiere – una delle tre zone “in” di Genova – a non volere le fabbriche sotto casa, ma non è così, visto che il “cuore” del Comitato è in centro storico) e raggiungerà poi la Regione dove i lavoratori manifesteranno contro il M5S che ha chiesto attenzione verso le istanze dei residenti.
Inevitabili le ripercussioni sul traffico cittadino. Si stanno già verificando code e incolonnamenti.

 

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