Sanità 

Sanità, la legge sugli aumenti passa ma lo scontro sul Galliera si allarga

Via libera in Consiglio regionale con 17 voti favorevoli del centrodestra e 13 contrari dei progressisti, ma restano le polemiche su fondi e tempi. Silvia Salis critica l’esclusione del Galliera e chiede alla Regione garanzie sul futuro dell’ospedale. Bucci: «La sindaca non ha capito»

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il disegno di legge che consente di aumentare i fondi contrattuali delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale. Il provvedimento è passato con 17 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari delle opposizioni. Il confronto in aula, però, ha mostrato distanze profonde sia sulle garanzie economiche per il personale sia sul futuro dell’ospedale Galliera, il cui ingresso nell’Azienda ospedaliera metropolitana è ancora al centro di un acceso confronto politico.

La relazione di maggioranza è stata illustrata da Marco Frascatore, di Orgoglio Liguria – Bucci Presidente. L’obiettivo della legge, ha spiegato, è valorizzare le professionalità e le responsabilità del personale sanitario e sociosanitario e avvicinare i trattamenti economici accessori applicati nelle diverse strutture regionali. Frascatore ha indicato nei dipendenti del Galliera i primi possibili beneficiari degli aumenti, una volta trasferiti nell’Azienda ospedaliera metropolitana.

Il nodo principale riguarda però la disponibilità effettiva dei fondi. La cifra di 18 milioni e 373 mila euro l’anno, richiamata nella relazione tecnica, rappresenta secondo le opposizioni il limite massimo consentito dalla normativa, non uno stanziamento già garantito. Il testo prevede infatti che le risorse aggiuntive possano essere autorizzate dalla Giunta regionale nel rispetto degli equilibri economico-finanziari, dei livelli essenziali di assistenza e dei vincoli nazionali.

Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico, ha contestato la mancanza di certezze e ha chiesto che la Giunta presenti i bilanci delle aziende sanitarie aggiornati al 30 settembre, insieme alle previsioni di chiusura del 2026. Secondo Sanna, senza indicazioni sulla copertura dei rinnovi contrattuali e sugli stanziamenti per i prossimi anni, il Consiglio rischia di votare «a scatola chiusa». Il consigliere ha inoltre chiesto chiarimenti sul futuro del Galliera e dell’ospedale Evangelico, in un quadro che considera segnato da criticità finanziarie e dalla perdita di professionisti verso altre strutture.

Anche Gianni Pastorino, consigliere della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, ha definito tardivo il provvedimento. A suo giudizio, le conseguenze contrattuali della riorganizzazione sanitaria avviata all’inizio dell’anno avrebbero dovuto essere affrontate insieme alla riforma, con un confronto anticipato con le organizzazioni sindacali. Pastorino ha ricordato che il riassetto ha previsto l’accorpamento di cinque aziende sanitarie locali e il trasferimento di una parte dell’ex azienda sanitaria locale 3, il sito di Villa Scassi, nell’Azienda ospedaliera metropolitana.

Sulla quantificazione delle risorse, Pastorino ha riferito che durante le audizioni i sindacati hanno indicato in 19 milioni e 800 mila euro il fabbisogno per il solo comparto, senza includere la dirigenza medica. Da qui la domanda posta in aula: come possono essere sufficienti 18 milioni e 373 mila euro se devono coprire entrambe le componenti? Il consigliere ha chiesto alla Giunta di chiarire il fabbisogno complessivo e di indicare con precisione le modalità di finanziamento.

Per Pastorino restano incerti anche i tempi con cui gli aumenti arriverebbero nelle buste paga. Secondo la sua ricostruzione, la piena armonizzazione potrebbe produrre effetti soltanto a metà del 2028, nella migliore delle ipotesi. Ha inoltre sollevato dubbi sul trattamento riservato al personale del Galliera e sulla possibilità che la platea dei lavoratori coinvolti non corrisponda a quella considerata nel calcolo delle risorse. «Il personale continua a essere considerato per ultimo», ha affermato, collegando le difficoltà organizzative negli ospedali e nei servizi territoriali alla carenza di organici e alla mancata sostituzione di chi va in pensione o si trasferisce.

Stefano Giordano, del Movimento 5 Stelle, ha condiviso la necessità di uniformare verso l’alto i trattamenti accessori, ma ha contestato che l’intervento non sia stato integrato fin dall’inizio nella riorganizzazione. Ha inoltre richiamato i vincoli contrattuali che, a suo giudizio, impedirebbero di utilizzare automaticamente le risorse aggiuntive per tutte le componenti retributive. Giordano ha proposto un tavolo tra amministrazione, aziende sanitarie e sindacati da avviare entro quindici giorni dall’entrata in vigore della legge, con l’obiettivo di elaborare entro tre mesi una stima complessiva del fabbisogno. Tra i temi da affrontare, anche gli eventuali arretrati del 2026.

Il voto contrario è stato annunciato dai gruppi di opposizione — Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle — che hanno denunciato la bocciatura delle loro proposte per fissare tempi e modalità degli adeguamenti. In una nota congiunta, i gruppi hanno sostenuto che gli aumenti salariali debbano poggiare su risorse certe e hanno criticato la mancata adesione della maggioranza alla richiesta di una battaglia comune per incrementare il finanziamento nazionale della sanità.

Il confronto sul futuro del Galliera

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Regione Marco Bucci, legando l’equiparazione degli stipendi dei dipendenti del Galliera al passaggio nell’Azienda ospedaliera metropolitana. Bucci ha sostenuto che l’ospedale manterrebbe la propria identità, pur integrandosi nella nuova struttura pubblica, e ha affermato che un’organizzazione unificata potrebbe rendere più flessibile la gestione del personale.

Il presidente ha anche evocato, nel caso in cui il Galliera non entrasse nell’Azienda metropolitana, una possibile configurazione come «privato accreditato» o una gestione affidata ad altri soggetti. Le dichiarazioni hanno alimentato le preoccupazioni delle opposizioni, che le hanno interpretate come un segnale di possibile ridimensionamento del presidio. Sanna ha definito la prospettiva un motivo di allarme per un ospedale che considera essenziale per il sistema sanitario genovese, sia per l’attività del pronto soccorso sia per le prestazioni ospedaliere.

I gruppi di opposizione hanno parlato di un progetto di smantellamento del Galliera e hanno respinto l’idea che gli aumenti per i lavoratori possano essere condizionati al trasferimento. Nella loro nota, hanno inoltre contestato l’assenza di garanzie economiche e sostenuto che le decisioni sulla riorganizzazione rischiano di indebolire una struttura centrale per la città.

La sindaca Silvia Salis ha definito l’esclusione del Galliera dal riparto degli incrementi «incomprensibile» e penalizzante per Genova. Ha ricordato che l’ospedale era stato incluso tra gli enti del servizio sanitario regionale con la legge regionale 9 del 2025 e ha chiesto alla Regione di chiarire il mancato ripiano delle perdite dei bilanci 2024 e 2025, oltre alle prospettive per il personale. «Il Comune di Genova non starà a guardare», ha dichiarato, sollecitando garanzie per i professionisti e per i cittadini che si affidano alla struttura.

«La sindaca Salis dimostra di non aver compreso quanto discusso oggi in Consiglio regionale – replica Marco Bucci -. Prima di esprimersi su temi così delicati, chi rappresenta un’istituzione dovrebbe avere piena contezza di ciò di cui parla. Non esiste alcuna volontà di privatizzare il Galliera, ma semmai l’esatto contrario, integrandolo nell’Azienda ospedaliera metropolitana secondo quanto previsto dalla legge e dagli accordi esistenti, nell’interesse del personale sanitario e amministrativo, del funzionamento dell’ospedale e, soprattutto, dei pazienti. È proprio opponendosi a questa integrazione come fatto oggi dalla sinistra che si vuole escludere il Galliera dal sistema sanitario regionale integrato».

La maggioranza presenta la legge come uno strumento per valorizzare i lavoratori e armonizzare i trattamenti economici nella nuova organizzazione sanitaria. Per le opposizioni, invece, restano senza risposta le domande su importi, coperture e scadenze, mentre il futuro del Galliera si intreccia con l’assetto della sanità genovese. Le risorse potranno essere autorizzate dalla Giunta solo nel rispetto dei vincoli economici indicati dal provvedimento: è su questa condizione, oltre che sulle modalità di integrazione del Galliera, che si concentra ora il confronto politico.


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