Ex Ilva, intesa tra Liguria e Piemonte: «Rifornimenti e tutele per gli stabilimenti del Nord»

Dopo il confronto del 21 ottobre tra istituzioni, azienda e sindacati, chiesti un piano immediato per gli ordini, continuità produttiva e pari garanzie anche per i lavoratori dell’indotto. Nasce un tavolo permanente tra le due regioni

Un approvvigionamento costante di rotoli per gli impianti del Nord, un piano ordini da presentare subito e tutele estese anche ai lavoratori dell’indotto. Sono i punti condivisi durante la riunione del 21 ottobre sul futuro degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia a Genova, Novi Ligure e Racconigi, alla quale hanno partecipato le Regioni Liguria e Piemonte, i Comuni coinvolti, le organizzazioni sindacali e l’azienda, rappresentata dal direttore generale.


Nel documento diffuso dalle segreterie sindacali, il confronto viene definito un passaggio significativo: per la prima volta, secondo i rappresentanti dei lavoratori, istituzioni e parti coinvolte avrebbero concordato alcuni obiettivi fondamentali per garantire una prospettiva alla siderurgia del Nord.

La prima richiesta riguarda le lavorazioni a freddo: gli impianti dovrebbero essere riforniti con continuità di rotoli, provenienti sia dallo stabilimento di Taranto sia dal mercato, così da aumentare l’utilizzo degli impianti. Per rendere effettiva la fornitura, è stato chiesto all’azienda di trasmettere immediatamente alle istituzioni il piano degli ordini. L’approvvigionamento, riferiscono i sindacati, è stato garantito dai commissari di Acciaierie d’Italia con una lettera firmata il mercoledì precedente alla riunione.
Dall’incontro è emersa inoltre la decisione di istituire un tavolo permanente tra le istituzioni liguri e piemontesi. Dovrà seguire l’evoluzione della vertenza e consentire un confronto continuativo su produzione, occupazione e approvvigionamenti. Sul fronte del lavoro, le organizzazioni sindacali chiedono che le garanzie riconosciute ai dipendenti diretti siano estese anche agli addetti delle aziende dell’indotto, che ritengono finora trascurati.
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La continuità produttiva, occupazionale e del reddito resta la richiesta complessiva delle sigle. Le segreterie genovesi considerano la riunione un passo importante perché ha registrato, a loro giudizio, la volontà condivisa dei territori di lavorare per dare un futuro alla siderurgia in Liguria e Piemonte.
Il documento è firmato dalla Federazione Italiana Metalmeccanici della Liguria, dalla Federazione Impiegati Operai Metallurgici di Genova, dall’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici di Genova e dall’Unione Sindacale di Base di Genova.


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