Cronaca 

Furto di presidi per diabetici, i carabinieri denunciano una donna. Il convivente arrestato perché in possesso di un’arma

I materiali, sottratti alla società che rifornisce le farmacie liguri, erano nascosti tra i mobili e non sono più utilizzabili. Sono stati trovati in casa di una dipendente di una società che distribuisce farmaci. Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato anche una pistola detenuta illegalmente e circa due grammi di cocaina

I carabinieri della Compagnia di Genova Sampierdarena hanno recuperato 86 dispositivi medici per la gestione del diabete, risultati manomessi e non più utilizzabili, e hanno arrestato un uomo di 52 anni, italiano, per detenzione illegale di una pistola. La perquisizione è stata eseguita nell’abitazione della convivente nell’ambito di un’indagine sul furto di presidi farmaceutici destinati alle farmacie liguri.

L’ammanco era stato denunciato il 7 ottobre dalla società UFL Spa, azienda appartenente al gruppo Unifarm. Durante un inventario erano risultati mancanti 757 dispositivi, strumenti utilizzati per la gestione e il monitoraggio del diabete, per un valore complessivo stimato in circa 6.000 euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno incluso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza comunali e delle aree vicine al centro logistico da cui era sparita la merce. Gli accertamenti hanno portato a individuare una dipendente della società, anche lei italiana, deferita all’autorità giudiziaria perché ritenuta, allo stato, presunta responsabile del furto aggravato.

La perquisizione domiciliare è stata effettuata ieri, venerdì 16 ottobre. I militari hanno trovato gli 86 dispositivi nascosti in diversi mobili del soggiorno e della camera da letto: secondo quanto riferito, erano stati manomessi e non potranno essere riutilizzati. Nell’abitazione sono stati inoltre sequestrati una pistola Beretta calibro 9 corto, detenuta illegalmente, e circa due grammi di cocaina, ricondotti al convivente della donna.

Al termine delle formalità, il 52enne è stato accompagnato nella casa circondariale di Genova Marassi. Il materiale sanitario è stato posto sotto sequestro.


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