Confesercenti consegna 56.611 firme per le Zone economiche speciali di prossimità

La proposta di legge punta a sostenere con le ZesPro i negozi di vicinato e la rigenerazione urbana. Al Forum nazionale di Roma anche 34 dirigenti liguri. Nico Gronchi è stato eletto presidente all’unanimità

Sono 56.611 le firme raccolte da Confesercenti per la proposta di legge popolare sulle ZesPro, Zone economiche speciali di prossimità, pensate per favorire la rigenerazione urbana e sostenere il commercio di vicinato. Circa 1.500 sottoscrizioni arrivano dalla Liguria. La raccolta, avviata in primavera, ha raggiunto il traguardo con due mesi di anticipo e prosegue fino alla scadenza prevista. La proposta è consultabile sul sito del Ministero della Giustizia.

Le firme sono state consegnate il 10 ottobre a Paolo Barelli, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, durante il Forum nazionale di Confesercenti in piazza del Popolo a Roma. La manifestazione, inaugurata il 9 ottobre e conclusa il 14, ha riunito incontri, dibattiti, laboratori, presentazioni e spettacoli. Nell’ultima giornata Nico Gronchi è stato eletto presidente nazionale all’unanimità.
Alla manifestazione hanno partecipato 34 rappresentanti della Confesercenti ligure, tra dirigenti e delegati. Il presidente regionale Marco Benedetti, presente all’apertura, traccia un bilancio positivo: la piazza, ha commentato, è stata frequentata e gli appuntamenti hanno coinvolto il pubblico. Benedetti ha ringraziato la struttura nazionale per il lavoro organizzativo e ha assicurato a Gronchi la collaborazione della Liguria.
Nel corso del Forum sono state presentate anche altre proposte dell’associazione, illustrate nella relazione del nuovo presidente alla presenza dei ministri Marina Calderone e Francesco Lollobrigida. Tra queste c’è “Italia Semplice”, un progetto per rendere più accessibili i servizi a imprese e cittadini attraverso procedure certificate e sportelli, piattaforme e call center riconoscibili. Secondo Andrea Dameri, direttore regionale di Confesercenti, le misure potrebbero generare risparmi per oltre 7,5 miliardi di euro per le imprese.
Un altro asse riguarda un patto generazionale, con incentivi per l’occupazione giovanile e femminile, l’accesso al credito e alla casa, la formazione e il sostegno alla natalità. La proposta prevede di destinare le eccedenze del Fondo di integrazione salariale, indicate da Confesercenti in oltre 7 miliardi di euro e giacenti presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale, a percorsi di accompagnamento graduale dei lavoratori più anziani alla pensione e all’assunzione di giovani. Tra le misure ipotizzate anche borse formative nei campi dell’intelligenza artificiale e della tecnologia, finanziate attraverso i fondi interprofessionali.
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