Studentato pubblico-privato, il Sunia chiede garanzie per gli inquilini

Il Comune presenta oggi la società che gestirà 60 appartamenti per 14 anni. Il segretario Bruno Manganaro sollecita canoni concordati, attenzione al reddito degli studenti e una regia pubblica

La società vincitrice del bando per la gestione di 60 appartamenti destinati a studentato sarà presentata oggi dal Comune di Genova alle associazioni degli inquilini e dei proprietari. In base all’accordo, per 14 anni SPIM affiderà gli immobili all’aggiudicataria, che dovrà ristrutturarli con il sostegno di finanziamenti pubblici.

In vista dell’incontro, Bruno Manganaro, segretario generale del Sunia, Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, chiede che l’operazione preveda tutele precise. Per le associazioni, gli affitti dovranno rispettare l’Accordo territoriale sui canoni concordati e tenere conto delle disponibilità economiche degli studenti. Il Comune, aggiunge Manganaro, dovrebbe svolgere una funzione di garanzia in caso di problemi o conflitti tra la società e gli inquilini.
Il segretario del Sunia considera l’iniziativa una possibile prima tappa di ulteriori progetti sulla casa e sugli studentati, che avrebbero già attirato l’interesse di gruppi immobiliari. Per questo richiama l’esperienza spagnola, citata come esempio dei rischi legati a una gestione in cui il settore pubblico non abbia un ruolo incisivo. Tra le criticità indicate figurano il peso degli affitti, l’aumento delle bollette e i salari insufficienti.
Secondo i dati riportati dal sindacato, a Genova ci sarebbero circa 45mila abitazioni sfitte. Manganaro osserva inoltre che non è chiara la quota di immobili cittadini già riconducibile a grandi gruppi immobiliari, finanziari, bancari e assicurativi. Da qui la richiesta di aprire una riflessione sul ruolo di SPIM, società comunale incaricata della valorizzazione e della gestione del patrimonio pubblico.
Per il Sunia, l’emergenza abitativa richiede una regia pubblica più forte. Manganaro propone in particolare la creazione di un’Agenzia della Casa che possa fare da garante e contribuire a calmierare i canoni, mentre il progetto dello studentato entra nella fase di confronto con le associazioni.
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