diritti e sociale 

Ex Ilva, l’appello dei vescovi: salvaguardare il lavoro e scongiurare tensioni sociali

L’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, e il vescovo di Tortona, Guido Marini, chiedono alle parti di favorire il dialogo dopo l’annuncio della fermata degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia

L’incertezza sul futuro degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia preoccupa anche le diocesi di Genova e Tortona. In un comunicato diffuso oggi, 9 ottobre, l’arcivescovo Marco Tasca e il vescovo Guido Marini richiamano l’attenzione sulla situazione dei lavoratori e delle loro famiglie, dopo l’annuncio della fermata temporanea generale degli impianti.

I due vescovi condividono la preoccupazione espressa dai sindaci di Genova e Novi Ligure e sottolineano le possibili conseguenze della crisi per i territori coinvolti. Auspicano che si possa ancora individuare una soluzione capace di limitare gli effetti più pesanti, tutelando i posti di lavoro negli stabilimenti e nell’indotto e garantendo una prospettiva all’industria siderurgica italiana.

Di fronte a una situazione definita delicata, Tasca e Marini invitano tutte le parti a comportarsi con responsabilità e a mantenere aperti i canali di confronto. Nel loro appello chiedono che la preoccupazione e l’esasperazione di chi teme di perdere il lavoro non sfocino in episodi violenti, con conseguenze sulla convivenza civile e sulla pace sociale.

La tutela dell’occupazione, della dignità delle persone e delle famiglie, concludono i vescovi, richiede un impegno concreto e condiviso. La fermata degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure è stata annunciata entro il 15 novembre; per lunedì 12 ottobre i sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero nazionale negli impianti ex Ilva.


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