Ericsson, polemica sul ritiro dei licenziamenti: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle contestano l’annuncio, Cavo difende l’intesa

Dopo l’audizione dei sindacati, resta aperto il confronto sui 131 lavoratori e sulle garanzie dopo il 31 dicembre. Chiesta una nuova convocazione dell’azienda

La trasformazione della procedura in un percorso basato sulle uscite volontarie non ha chiuso la vertenza Ericsson. È il punto emerso nell’audizione dei sindacati in Commissione Attività produttive, dove è stato chiesto di chiarire quali prospettive attendano i 131 lavoratori coinvolti, in particolare quelli che non aderiranno all’incentivo.

Le organizzazioni sindacali, secondo quanto riferito dai parlamentari intervenuti, non considerano risolte le incertezze sul futuro occupazionale e sulle attività del polo genovese. Al centro del confronto c’è il passaggio successivo al 31 dicembre 2026, termine indicato per le uscite volontarie, e l’assenza di risposte precise per chi continuerà a lavorare in azienda.
I deputati liguri del Partito Democratico (PD) Alberto Pandolfo, Valentina Ghio e Luca Pastorino sostengono che il cambiamento delle modalità non equivalga al ritiro della procedura. Hanno chiesto di riconvocare Ericsson in Commissione e di ascoltare direttamente l’amministratore delegato, per ottenere chiarimenti sul piano aziendale e sulle garanzie per i dipendenti che non sceglieranno l’uscita.
La stessa richiesta di mantenere alta l’attenzione è arrivata dal Movimento 5 Stelle (M5S). La deputata Chiara Appendino, con il sostegno del capogruppo al Senato Luca Pirondini, ha definito prematuro parlare di vertenza risolta: per i parlamentari, servono garanzie sul mantenimento delle attività a Genova e sul destino dei 131 posti di lavoro.
Di segno diverso la valutazione di Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati e vicepresidente della Commissione. Cavo considera un passo avanti l’impegno assunto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per passare a una procedura volontaria con incentivi all’esodo. Ha comunque annunciato che chiederà una nuova audizione dell’amministratore delegato, così da affrontare i dubbi sul futuro di chi resterà in azienda dopo la fine dell’anno.
Il confronto parlamentare proseguirà dunque con una nuova convocazione dell’azienda. Il nodo, condiviso anche se interpretato diversamente dai gruppi politici, resta quello delle garanzie occupazionali e industriali per Ericsson a Genova.
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