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Marassi, 681 detenuti e soltanto due nuovi agenti: il Sappe chiede di rivedere le assegnazioni

Il sindacato contesta la distribuzione delle 99 unità previste per il distretto penitenziario di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. A Genova mancherebbero circa 50 agenti, oltre a 17 sovrintendenti e 18 ispettori

Due nuovi agenti assegnati a Marassi, dove i detenuti sono 681 a fronte di 535 posti regolamentari. Il SAPPE giudica insufficiente il rinforzo previsto per il carcere genovese nel secondo scaglione del 186° corso e chiede al DAP e al Provveditorato regionale di rivedere la distribuzione del personale.

Le nuove unità destinate al distretto di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta sono complessivamente 99. Secondo il sindacato, circa 75 dovrebbero andare agli istituti di Cuneo e Novara, anche in relazione alla riutilizzazione dei padiglioni in precedenza destinati al 41-bis. Una scelta che, sostiene il SAPPE, non terrebbe adeguatamente conto delle condizioni di Marassi, dove alla carenza stimata di circa 50 agenti si aggiungerebbero 17 sovrintendenti e 18 ispettori mancanti.

«Non contestiamo il numero complessivo delle unità assegnate al distretto, ma chiediamo che la distribuzione tenga conto delle effettive condizioni di lavoro dei singoli istituti», dichiara Vincenzo Tristaino, segretario nazionale e regionale Liguria del SAPPE.

Il sindacato segnala anche turni ordinari di otto ore che, per garantire la continuità dei servizi, possono arrivare a dieci. «Quello che dovrebbe essere eccezionale è diventato ordinario», afferma Tristaino, secondo cui lo straordinario non può sostituire stabilmente gli organici.

Un ulteriore problema riguarda il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti cittadino: per coprirne le necessità, riferisce il SAPPE, vengono impiegati agenti sottratti a Marassi e Pontedecimo. «Si copre una carenza creandone un’altra», osserva il sindacato.

Nella valutazione delle assegnazioni, il SAPPE richiama inoltre la riorganizzazione del circuito 41-bis in Piemonte, con la concentrazione dei detenuti sottoposti al regime speciale ad Alessandria San Michele e la custodia affidata ai reparti specializzati del GOM. Tristaino ricorda che Alessandria aveva già ricevuto un incremento proporzionalmente più consistente nel precedente scaglione e ritiene quindi necessario rivalutare l’intero quadro prima di definire le nuove destinazioni.

Il sindacato apprezza anche l’interpellanza urgente presentata alla Camera da Roberto Bagnasco, deputato di Forza Italia, sulle condizioni degli istituti liguri. Nel suo intervento, riferisce il SAPPE, Bagnasco ha richiamato sovraffollamento e carenze di personale, chiedendo inoltre il ripristino a Genova di una struttura autonoma del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria. Alla discussione ha risposto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Matteo Sbarra.

Per il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, il confronto parlamentare conferma la necessità di interventi concreti sulla situazione penitenziaria ligure. Il sindacato ribadisce che non chiede di penalizzare altri istituti, ma una ripartizione basata su presenze effettive, sovraffollamento, carenze nei diversi ruoli e carichi di lavoro. «Due nuovi agenti, nelle condizioni attuali, non rappresentano un rafforzamento adeguato», conclude Tristaino.


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