Brignole, il Volabus è pronto ma i passeggeri restano fuori: «Si sale solo cinque minuti prima». E alla fermata manca la pensilina – VIDEO

Il giornalista Andrea Ferro racconta di aver trovato il Volabus già fermo al capolinea, ma di aver dovuto aspettare davanti alle porte chiuse. «Meno male che non piove», commenta, chiedendo chi abbia stabilito questa regola. Tra l’altro, che ci sia sole cocente o pioggia forte, i viaggiatori non possono ripararsi perché, appunto, non c’è mai stato un riparo

Il bus è al capolinea, l’autista è al posto di guida, la partenza è prevista dopo pochi minuti. Ma chi aspetta alla stazione di Brignole non può ancora salire. È la scena raccontata dal giornalista Andrea Ferro, in viaggio verso Roma, che denuncia l’attesa prima di poter prendere il Volabus.

Ferro dice di essere arrivato con oltre un quarto d’ora d’anticipo. Ha fatto cenno al conducente per chiedere di salire, ma la risposta è stata che le porte si sarebbero aperte soltanto cinque minuti prima della partenza, fissata alle 17.30. Alle 17.18, racconta, era ancora in attesa.

«Per far risparmiare l’ente per il quale devo trasferirmi nella capitale, prendo abitualmente il Volabus, salvo coincidenze con orari sfavorevoli», spiega. «Sono arrivato con un quarto d’ora abbondante d’anticipo, il mezzo era già fermo al capolinea. Ho fatto un cenno all’autista, con l’intenzione di salire, ma mi ha detto che avrebbe aperto le porte solo cinque minuti prima della partenza».
Il giornalista tiene a precisare che la sua critica non è rivolta al conducente. «Io non ce l’ho con lui, ci mancherebbe: è un lavoratore e ho rispetto dei lavoratori», dice. La domanda, però, resta: «Vorrei capire se c’è una disposizione che impedisce a un passeggero di prendere posto sul Volabus prima della partenza, cosa che credo abbastanza naturale, ed eventualmente chi ha avuto questa idea».
Il tono del racconto si fa più polemico quando Ferro descrive la situazione dal marciapiede: il bus è lì, ma i passeggeri devono aspettare ancora. «Una scena banale, d’accordo, ma credo abbastanza significativa. Come questa non l’ho mai vista», osserva, chiedendosi se sia davvero necessario tenere chiuse le porte fino a pochi minuti prima dell’orario previsto.
E chiude con una frase che riassume il disagio di chi aspetta all’aperto: «Sono le 17.18, quindi aspetto ancora sette-otto minuti, poi forse l’autista mi farà salire. Meno male che non piove». Su quella banchina, infatti, non c’è mai stata una pensilina in cui trovare riparo quando batte il sole d’estate o durante un temporale. Immaginate le persone con le valigie, pronte a imbarcarsi in aereo, che devono attendere lì davanti, in piedi, al caldo o sotto l’acqua.
Ferro chiede che venga chiarito se l’attesa sia prevista da una regola del servizio e quale sia la ragione di questa modalità di imbarco.
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