Il teschio nel casotto sulle alture di Nervi: ora quei resti attendono un nome

Una coppia ha scoperto le ossa mentre ripuliva un terreno. La persona indossava abiti pesanti; sono in corso gli accertamenti per identificarla e chiarire le cause della morte

È bastato aprire la porta di un piccolo casotto, dopo mesi senza entrarvi, perché una giornata di lavoro sulle alture di Nervi si trasformasse in una scoperta sconvolgente. Una coppia, impegnata a ripulire il terreno di proprietà, si è trovata davanti a un teschio e a resti umani. Ha chiamato i carabinieri.

Il corpo, ormai ridotto alle ossa, aveva ancora addosso indumenti pesanti. Un particolare che apre interrogativi, ma non offre ancora risposte: non è chiaro chi fosse quella persona, da quanto tempo si trovasse nel capanno né che cosa sia accaduto. Tra le possibilità da verificare c’è che avesse cercato lì un riparo dal freddo. Gli accertamenti dovranno stabilire anche se la morte sia stata violenta.

Intanto è partita la procedura per dare un’identità ai resti. Il medico legale Francesco Ventura ha avviato il protocollo previsto per i cadaveri senza nome, che comprende il confronto del Dna e la verifica delle segnalazioni di persone scomparse.
Dietro il ritrovamento resta, per ora, una storia senza volto e senza voce. Saranno gli esami a cercare di restituirle un nome e a chiarire le circostanze della morte.
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