Scienza e Tecnologia 

Il legno si piega senza perdere forza: il metodo sostenibile sviluppato a Genova dall’IIT

Ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia hanno trovato un sistema per rendere il legno temporaneamente flessibile, senza colle petrolchimiche e senza comprometterne la biodegradabilità

Un solvente derivato dalla cellulosa per piegare il legno, modellarlo e restituirgli poi la sua forma stabile senza alterarne le caratteristiche meccaniche. È il risultato ottenuto dall’unità di ricerca Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia, coordinata da Athanassia Athanassiou, vicedirettrice scientifica dell’istituto.

Il nuovo metodo, descritto sulla rivista Communications Materials del gruppo Nature, punta a superare uno dei principali limiti del legno: la sua naturale rigidità. Il materiale è resistente, biodegradabile e rinnovabile, ma la difficoltà nel curvarlo ne ha finora limitato l’impiego in numerosi ambiti, dall’arredamento agli strumenti musicali.

Le tecniche tradizionali presentano diversi svantaggi. Alcune richiedono molta energia e possono indebolire la struttura del legno; altre utilizzano colle di origine petrolchimica, impiegate per esempio nella produzione di compensato e laminati. In questo secondo caso il prodotto finale perde parte della sua biodegradabilità e diventa più difficile da smaltire.

La soluzione sviluppata dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia utilizza Cyrene™, un solvente ottenuto dalla cellulosa. Il legno viene impregnato con una miscela a base di questa sostanza, che lo rende flessibile per il tempo necessario a lavorarlo e trasformarlo in forme ricurve. Dopo l’asciugatura, il materiale mantiene la nuova geometria e conserva le proprie proprietà meccaniche.

Il procedimento non prevede l’aggiunta di sostanze petrolchimiche e potrebbe quindi consentire di realizzare prodotti curvati che restano biodegradabili. Secondo Martina Nardi, ricercatrice di Smart Materials, aumentare la lavorabilità del legno significa renderlo utilizzabile in un numero più ampio di settori senza rinunciare alla sua resistenza, alla sua origine naturale e alla possibilità di reinserirlo nei cicli dell’economia circolare.

La tecnologia potrebbe trovare applicazione nella produzione di mobili, elementi di interior design, strumenti musicali e giocattoli. Il metodo è attualmente in fase di brevettazione e dovrà essere ulteriormente ottimizzato per valutare costi, prestazioni e possibili utilizzi industriali.

Il progetto è stato inoltre selezionato tra i 12 partecipanti al BAITE Award 2026, contest internazionale dedicato a tecnologie innovative, ricercatori e trasferimento dei risultati scientifici verso imprese e investitori.

La ricerca completa è disponibile qui: https://www.nature.com/articles/s43246-026-01248-0.


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