Ambiente 

Il Mar Ligure il 3 agosto ha superato i 30 gradi, registrati grazie ai nuovi strumenti della boa di Capo Mele

Arpal, la boa che ha registrato il valore è tornata in funzione con sensori aggiornati alle attuali condizioni di riscaldamento del mare. È il dato più alto registrato dallo strumento

La boa ondametrica di Capo Mele è tornata operativa dopo un aggiornamento tecnologico che permetterà ad ARPAL di controllare con maggiore precisione le condizioni del Mar Ligure e gli effetti dei cambiamenti climatici.

La novità più importante riguarda il sistema che misura la temperatura dell’acqua a circa due metri di profondità. Il precedente limite massimo era fissato a 29,9 gradi, mentre la nuova strumentazione può rilevare valori fino a 35 gradi. Evidentemente, quando è stata installata non era ritenuto necessario rilevare temperature più alte dei 30 gradi.

L’adeguamento ha già consentito di registrare un dato particolarmente significativo. Tra le 14 e le 16 di lunedì 3 agosto la temperatura del mare ha raggiunto i 30,3 gradi. Si tratta del valore più elevato mai misurato dalla boa di ARPAL, anche se non è possibile stabilire con certezza se rappresenti il record assoluto per quel tratto di costa, proprio perché il vecchio sensore non riusciva a superare la soglia dei 29,9 gradi.

Il riscaldamento del mare provoca l’innalzamento delle acque costiere, eventi meteo più estremi, la perdita di ossigeno negli oceani e gravi danni agli ecosistemi marini, come la morte dei coralli e la sofferenza della flora locale.

Installata nel 2012 grazie a un finanziamento di Regione Liguria, la boa di Capo Mele è l’unica piattaforma meteo-marina di questo tipo presente nel Mar Ligure. Si trova a circa due miglia dalla costa, in una posizione strategica per osservare la dinamica marina tra il Ponente e il centro della regione.

La strumentazione misura oltre cinquanta parametri, tra cui vento, pressione atmosferica, umidità, temperatura dell’aria, moto ondoso, correnti lungo la colonna d’acqua e temperatura del mare. Le informazioni vengono trasmesse in tempo reale e utilizzate per il monitoraggio ambientale, la ricerca climatica e il supporto alla progettazione delle opere costiere.

Dal 2012 ARPAL ha così costruito una serie storica di dati essenziale per valutare l’evoluzione del bacino ligure. La boa ha però dovuto affrontare anche alcune delle mareggiate più violente degli ultimi anni: la tempesta Vaia del 2018 e la tempesta Ciaran del 2023 provocarono il disormeggio della piattaforma e la temporanea interruzione delle rilevazioni.

Resta in vigore l’ordinanza della Capitaneria di porto di Loano-Albenga che vieta la navigazione e qualsiasi altra attività entro un raggio di 300 metri dal punto di ancoraggio, per evitare danni o interferenze con uno strumento pubblico fondamentale.

I dati aggiornati possono essere consultati sul sito di ARPAL, nella sezione dedicata alle osservazioni meteo: https://www.arpal.liguria.it/tematiche/meteo/dati-osservati.html.


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