Muore a 11 anni dopo il dramma in piscina, il gesto immenso dei genitori: donati gli organi

La bambina era stata ricoverata in condizioni disperate all’Istituto Giannina Gaslini dopo essere rimasta a lungo sott’acqua. Il decesso è stato dichiarato nella notte. La famiglia ha scelto di donare gli organi, trasformando un dolore senza fine in una possibilità di vita per altri bambini

Non ce l’ha fatta la bambina di 11 anni rimasta intrappolata sott’acqua nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante. Il suo cuore ha smesso di battere nella notte tra il 16 e il 17 luglio, dopo due giorni trascorsi nel reparto di terapia intensiva dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

La Direzione sanitaria dell’ospedale pediatrico ha comunicato il decesso al termine del periodo di osservazione e degli accertamenti clinici previsti dal protocollo. Fin dal suo arrivo al Gaslini, le condizioni della piccola erano state definite disperate.

Nel momento più doloroso che un padre e una madre possano affrontare, i genitori hanno compiuto una scelta di straordinaria generosità: hanno acconsentito alla donazione degli organi della figlia.
Un gesto capace di trasformare una tragedia impossibile da accettare in una speranza concreta per altre famiglie. Il Gaslini ha espresso profonda gratitudine ai genitori e ha fatto sapere che l’intero ospedale si stringe intorno a loro, rispettandone il dolore e la riservatezza. Non saranno diffuse ulteriori informazioni sulla bambina e sui suoi familiari.
Il dramma era avvenuto nel pomeriggio del 15 luglio, all’interno della piscina di uno stabilimento balneare sul lungomare Giovanni Descalzo, a Sestri Levante, dove la piccola stava trascorrendo un periodo di vacanza insieme ai genitori.
Secondo una delle prime ipotesi formulate durante la ricostruzione dell’accaduto, i capelli della bambina potrebbero essere rimasti impigliati o risucchiati dal sistema di aspirazione della piscina, impedendole di tornare in superficie. Una dinamica che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici.
La bambina sarebbe rimasta sott’acqua per diversi minuti. Quando è stata finalmente liberata e riportata a bordo piscina, le sue condizioni erano già gravissime. È iniziata immediatamente una lunga e disperata rianimazione, proseguita anche dopo l’arrivo dei soccorritori.
La richiesta di intervento era partita poco dopo le 17. Sul posto erano stati inviati l’automedica Tango 1, un’ mezzo di soccorso di base ‘ambulanza della Croce Verde di Sestri Levante e un mezzo di soccorso di base della Croce Rossa di Riva Trigoso. Erano intervenuti anche la Capitaneria di porto e i carabinieri.
I sanitari avevano lavorato a lungo per cercare di ristabilire le funzioni vitali e rendere possibile il trasferimento in ospedale. Considerata la gravità del quadro clinico, era stato richiesto l’intervento dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco.
La piccola era stata quindi trasportata d’urgenza all’Istituto Giannina Gaslini e ricoverata in rianimazione. Per due giorni i medici hanno tentato tutto ciò che era possibile, mentre la famiglia rimaneva accanto a lei.
Parallelamente sono iniziati gli accertamenti per ricostruire ogni passaggio di quei minuti drammatici. Le verifiche dovranno chiarire quanto tempo la bambina sia rimasta sott’acqua, come funzionasse l’impianto di aspirazione della piscina e se fossero presenti e correttamente installati tutti i dispositivi di sicurezza destinati a impedire fenomeni di risucchio.
Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze delle persone presenti nello stabilimento e acquisendo la documentazione relativa alla manutenzione dell’impianto. Soltanto gli esami tecnici potranno stabilire con precisione che cosa abbia trattenuto la bambina sul fondo e se nella gestione della piscina vi siano state eventuali responsabilità.
Resta una tragedia che ha sconvolto Sestri Levante e l’intera comunità. Ma nel dolore più profondo resta anche la scelta dei genitori: donare una parte della loro bambina perché altre vite possano continuare. Un ultimo gesto d’amore, compiuto quando ogni parola diventa insufficiente.
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