Enti Pubblici e Politica 

Silvia Salis e Davide Patrone all’attacco del governo, Valentina Ghio incalza: a Genova spariti 13 milioni per le case popolari e 600 alloggi restano bloccati

Sul fronte dell’emergenza abitativa esplode lo scontro politico. La sindaca e l’assessore denunciano il taglio dei fondi destinati al recupero degli alloggi pubblici, mentre Valentina Ghio del Partito Democratico annuncia un’interrogazione parlamentare per chiedere il ripristino delle risorse: in città mancano 13 milioni e circa 600 appartamenti rischiano di restare inutilizzati

A Genova la questione casa si trasforma in un caso politico sempre più pesante. Da Palazzo Tursi arriva una denuncia netta contro il governo per il definanziamento delle risorse destinate alla ristrutturazione degli alloggi popolari, una scelta che secondo il Comune toglierebbe alla città circa 13 milioni di euro e lascerebbe senza copertura il recupero di circa 600 appartamenti oggi inutilizzati. Un colpo che l’amministrazione considera gravissimo in una fase in cui il disagio abitativo continua ad allargarsi, tra affitti fuori portata, mutui difficili da sostenere e una domanda di casa pubblica che resta altissima.

La sindaca Silvia Salis ha parlato apertamente di un taglio sconcertante alle politiche sociali, sottolineando come il peso di queste scelte finisca ancora una volta per scaricarsi sui Comuni. Il ragionamento dell’amministrazione è che non si possa parlare di sicurezza o di contrasto al disagio sociale e, contemporaneamente, ridurre gli investimenti sulle politiche dell’abitare. Sulla stessa linea l’assessore al patrimonio e alle politiche della casa Davide Patrone, che definisce la situazione drammatica e lega questo nuovo stop a un quadro più ampio di arretramento, dopo i tagli già registrati sui fondi per l’affitto e sulla morosità incolpevole.

Proprio mentre si alza la protesta contro il definanziamento, la giunta ha provato a mettere in campo una risposta sul piano locale. È stata infatti approvata l’istituzione dell’Osservatorio tecnico comunale per l’abitare e di un Tavolo permanente per le politiche abitative, proposti dallo stesso Davide Patrone insieme all’assessora all’urbanistica Francesca Coppola e all’assessora al sociale Cristina Lodi. L’idea è quella di costruire un luogo stabile di analisi e confronto sul fabbisogno abitativo cittadino, coinvolgendo istituzioni, gestori pubblici, sindacati, associazioni degli inquilini e dei proprietari, realtà del social housing, terzo settore e operatori del comparto immobiliare.

Nel frattempo però lo scontro si è allargato anche a Roma. Sulla vicenda è intervenuta con toni durissimi Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Partito Democratico alla Camera, che accusa il governo guidato da Giorgia Meloni e il ministro Matteo Salvini di non avere una strategia sulla casa e di aver progressivamente svuotato gli strumenti di sostegno per le famiglie. La parlamentare ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla Camera, firmata insieme ai colleghi Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, per chiedere se l’esecutivo intenda ripristinare le risorse inizialmente previste per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con un riferimento esplicito ai 13 milioni destinati a Genova.

Secondo Valentina Ghio, il caso genovese è la fotografia di un problema nazionale molto più vasto. La deputata parla di circa 970 milioni di euro fermi a livello italiano e sostiene che, mentre cresce il numero delle famiglie in difficoltà, le risorse essenziali per recuperare gli alloggi pubblici sarebbero state bloccate o riallocate. Per questo, nell’interrogazione, chiede al governo di chiarire dove siano finite quelle somme e quali siano i tempi per sbloccare gli interventi. La parlamentare richiama anche un altro dato che pesa sul dibattito cittadino: nel Comune di Genova, sostiene, oltre 2 mila alloggi pubblici restano vuoti perché non vengono riqualificati, nonostante migliaia di domande presentate da famiglie che avrebbero bisogno di una casa.

Il punto politico, ormai, è tutto qui. Da una parte il Comune denuncia il venir meno di fondi che avrebbero consentito di recuperare 600 appartamenti; dall’altra l’opposizione parlamentare chiede conto al governo di una scelta che, a suo dire, aggrava un’emergenza già esplosa. In mezzo ci sono i numeri di una città che continua a perdere popolazione, ad avere una quota importante di patrimonio abitativo inutilizzato e a fare i conti con una pressione crescente su affitti, edilizia pubblica e sostegni sociali.

Per questo il tema rischia di restare al centro del confronto nelle prossime settimane. Silvia Salis e Davide Patrone insistono sulla necessità di difendere il diritto alla casa con tutti gli strumenti disponibili a livello comunale, mentre Valentina Ghio chiede il ripristino immediato dei finanziamenti, tempi certi per la riattivazione degli interventi e un vero piano nazionale sull’abitare. La sensazione, intanto, è che i 13 milioni spariti dai radar siano diventati molto più di una voce di bilancio: sono il simbolo di una battaglia politica e sociale che a Genova tocca direttamente centinaia di alloggi e migliaia di persone.


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