Genova allarga il tesoro delle botteghe storiche: ecco tutte le 20 nuove attività entrate nell’Albo

Venti nuovi ingressi arricchiscono l’Albo comunale delle botteghe storiche e dei locali di tradizione. L’assessora al commercio Tiziana Beghin ha partecipato alla commissione che ha dato il via libera all’aggiornamento, portando il totale a 120 imprese riconosciute. Presenti anche il soprintendente Vincenzo Tiné e il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia

Genova amplia ancora il suo patrimonio commerciale più identitario e consolida il primato nazionale nel numero di attività storiche riconosciute in un albo pubblico. La commissione riunita nella sede della Camera di Commercio, a Palazzo Tobia Pallavicino, ha infatti approvato venti nuovi ingressi nell’Albo comunale delle botteghe storiche e dei locali di tradizione, facendo salire il totale complessivo a 75 botteghe storiche e 45 locali di tradizione, per un totale di 120 imprese. Alla riunione hanno preso parte l’assessora al commercio Tiziana Beghin, il soprintendente Vincenzo Tiné e il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia.

Le nuove botteghe storiche riconosciute sono Casa della Calza, Corderia Nazionale di Panza Barbara, Cuoi e Pellami di Michele e Figli, Fabbrica Pasticceria Quaglia, Fratelli Armanino, Gaudio 1930, Just Food Punto Zero nella sede di Balilla e La Bottega dello Stoccafisso di Valle Federico. A queste si aggiungono dodici nuovi locali di tradizione: Agraria Grasso di Giorgio Grasso, Osteria Maria di Sampierdarena, Panarello Distribuzione in via 20 Settembre, Panarello Distribuzione in corso Buenos Ayres, Kafè di Stefania Ricciardi in via Caboto, Cremeria Buonafede dal 1913, Galleria Guidi di Margherita Guidi, Paolo Giacobbe, Oliva, Queirolo Marco & C., Remescio con il Bar Franca e Farmacia Garbarini.

L’aggiornamento dell’Albo non ha soltanto un valore formale. Dentro questi ingressi c’è un pezzo importante della città, dei suoi mestieri, delle sue relazioni e della sua memoria commerciale. Si tratta di attività che continuano a rappresentare un presidio nei quartieri e un segno riconoscibile della continuità tra passato e presente, in una fase in cui il commercio di prossimità è sottoposto a cambiamenti rapidi e spesso difficili da assorbire.
È anche per questo che il riconoscimento assume un peso che va oltre la targa da affiggere all’ingresso. La tutela delle botteghe storiche e dei locali di tradizione diventa infatti uno strumento concreto per difendere l’identità urbana, sostenere un’economia radicata nel territorio e preservare quelle attività che rendono Genova diversa da qualsiasi altra città. Le venti nuove imprese riceveranno il riconoscimento ufficiale nel corso di una cerimonia che sarà organizzata a Palazzo Tursi entro un mese.
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