Sicurezza stradale, le associazioni incalzano il Comune: «Bene i primi passi, ma a Genova servono controlli veri e interventi fisici»

Dopo la Commissione consiliare sulla sicurezza stradale, le associazioni promuovono i primi segnali arrivati da Tursi ma chiedono una svolta concreta: meno misure simboliche, più attraversamenti rialzati, controlli della polizia locale e tutela reale di pedoni e ciclisti

Si chiude la doppia Commissione consiliare sulla sicurezza stradale e da Genova arriva un messaggio netto: i primi interventi annunciati dal Comune vengono accolti come un segnale positivo, ma non bastano ancora per affrontare davvero un problema che, secondo le associazioni, non è più rinviabile. A dirlo sono Cittadini Sostenibili, Comitato San Fruttuoso, Federazione italiana ambiente e bicicletta Genova, Genovaciclabile, Legambiente Polis e tRiciclo – Bimbi a Basso Impatto, che al termine dei lavori hanno diffuso il documento presentato durante la Commissione e hanno chiesto misure strutturali, controlli costanti e un cambio di approccio nella progettazione delle strade urbane.

Nel corso della Commissione gli assessori Arianna Viscogliosi ed Emilio Robotti hanno illustrato i piani del Comune di Genova già anticipati dopo la prima seduta. Sul tavolo ci sono l’estensione delle zone 30 in vari quartieri, con un primo pacchetto di 14 strade e altri interventi previsti entro il 2026, un rafforzamento dei controlli sulla velocità, l’introduzione dei rallentatori ottici, il potenziamento della segnaletica orizzontale con materiali più resistenti, una mappatura tecnico-scientifica degli attraversamenti pedonali con l’Università, la realizzazione di 50 attraversamenti ad alta visibilità, l’installazione di 30 semafori con conto alla rovescia e ancora strade scolastiche e lavori mirati su marciapiedi e fermate bus vicino alle scuole.
Le associazioni riconoscono che questi interventi vanno nella direzione giusta, ma avvertono che il nodo vero resta la velocità. Nel documento si sottolinea infatti che non si tratta di una causa secondaria degli incidenti, bensì del fattore che ne determina la gravità. In questa lettura, la velocità è ciò che trasforma una distrazione o una mancata precedenza in un impatto grave o mortale. Proprio per questo, spiegano i firmatari, nelle strade urbane non ci si può affidare soltanto ai cartelli o ai richiami visivi, ma serve una progettazione coerente dello spazio stradale, capace di imporre concretamente un rallentamento dei veicoli.
Da qui nasce anche la critica, misurata ma ferma, all’uso esclusivo di strumenti come le zone 30 disegnate solo sulla carta o il rafforzamento della segnaletica. Per le associazioni questi interventi sono utili e rappresentano un primo passo, ma da soli non hanno finora prodotto una riduzione significativa degli incidenti più gravi. Il rischio, in sostanza, è che si continui a intervenire soprattutto sull’aspetto visivo della strada senza modificare davvero i comportamenti di guida.
Lo stesso ragionamento viene applicato ai rallentatori ottici. Secondo quanto riportato nel documento consegnato in Commissione, questi dispositivi possono ridurre la velocità soltanto in modo limitato e agiscono unicamente sulla percezione visiva dell’automobilista. Possono quindi essere un supporto, ma non una soluzione. Al loro posto, o almeno accanto a loro, le associazioni chiedono interventi fisici veri, come attraversamenti rialzati, restringimenti della carreggiata e altri dispositivi capaci di incidere in modo diretto e non aggirabile sull’andatura dei mezzi.
Uno dei punti più critici evidenziati riguarda poi il mancato rispetto della precedenza ai pedoni sulle strisce. Secondo i firmatari del documento, questo è uno dei problemi più evidenti nelle strade genovesi. Il Codice della strada, ricordano, impone di dare precedenza anche a chi sta per attraversare, ma troppo spesso questo obbligo viene ignorato. Per questo motivo la richiesta è chiara: far diventare il tema una priorità assoluta, con una campagna di comunicazione ampia, più controlli della polizia locale, sanzioni sistematiche contro chi non si ferma, contrasto alla doppia fila vicino agli attraversamenti e rimozione di ogni ostacolo che limiti la visibilità delle strisce.
Nel documento le associazioni indicano anche una serie di azioni considerate subito realizzabili. Tra queste ci sono sperimentazioni per quartieri con opere fisiche di moderazione del traffico, la messa in sicurezza degli attraversamenti partendo dalle scuole, un rafforzamento della presenza della polizia locale, la realizzazione di piazze e strade scolastiche nei quartieri, la continuità della rete ciclabile anche in presenza di cantieri e la riconversione di spazi oggi usati impropriamente, come i “corsioni”, in aree più sicure per tutti.
Nella valutazione finale, le associazioni apprezzano l’attenzione crescente emersa in Commissione da parte delle forze politiche e giudicano positivamente anche il fatto che, nella seduta conclusiva, i commissari si siano espressi trasversalmente a favore dell’introduzione di rallentatori fisici della velocità. Ma resta, secondo loro, una distanza evidente tra quanto annunciato e ciò che servirebbe per ridurre in modo concreto l’incidentalità.
Il punto politico e culturale, per i firmatari, è altrettanto chiaro. Nel 2026, sostengono, non è più accettabile continuare a considerare pedoni e ciclisti come “utenti deboli”. Nelle città europee, osservano, sono utenti prioritari, perché migliorano la qualità della vita urbana e contribuiscono a rendere lo spazio pubblico più vivibile. Ed è proprio questo il salto che Genova dovrebbe compiere, abbandonando la logica degli interventi simbolici e scegliendo invece misure efficaci e verificabili.
Le associazioni, infine, confermano la disponibilità al confronto con l’amministrazione comunale, ma chiedono che il dialogo porti a una svolta concreta. In altre parole, meno annunci e più opere capaci di cambiare davvero la sicurezza sulle strade cittadine.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.