Economia Porto 

Due maxi gru cambiano il volto del Sech: investimento da 24 milioni e nuove mosse sul futuro del porto

Per l’ad di Psa Italy Roberto Ferrari l’arrivo delle nuove gru segna un passaggio di svolta: l’operazione anticipa il piano di investimenti previsto nei prossimi anni e consolida il peso del terminal Sech nella movimentazione dei container

Il porto di Genova aggiunge un nuovo tassello alla sua trasformazione con l’arrivo, al terminal Sech di Psa Italy, di due nuove gru di banchina destinate a cambiare in modo concreto capacità operativa, profilo infrastrutturale e immagine dello scalo. Le due strutture sono approdate oggi e rappresentano un investimento complessivo di circa 24 milioni di euro, in un’operazione che per il gruppo viene letta come un’accelerazione strategica sul piano industriale già tracciato.

A sottolinearne il significato è l’amministratore delegato di Psa Italy Roberto Ferrari, che ha definito questo passaggio come un momento di particolare rilievo per il terminal e per il porto. Nel suo ragionamento, l’arrivo delle nuove gru non si limita a un semplice rinnovamento tecnico, ma anticipa il programma di investimenti previsto fino al 2047 e rafforza il ruolo del Sech come uno dei poli storici e più rilevanti del sistema portuale genovese, secondo soltanto a Psa Genova Pra’ per importanza, dimensioni e capacità nella movimentazione dei container.

Le due nuove gru sono state realizzate dalla società cinese Shanghai Zhenhua Heavy Industries Company Limited e sono partite nel dicembre 2025 con destinazione Genova. Le dimensioni danno subito la misura del salto compiuto: le nuove strutture raggiungono i 125 metri di altezza, cioè 25 in più rispetto a quelle precedenti, mentre lo sbraccio operativo passa da 50 a 60 metri. Un aumento che si tradurrà in una maggiore capacità di lavoro e in una migliore adattabilità alle esigenze delle navi e delle operazioni portuali di nuova generazione.

L’entrata in funzione è prevista per giugno e comporterà la sostituzione di due delle cinque gru oggi presenti nel terminal. Una delle vecchie strutture, intanto, è già stata rimossa e smontata. Ma il progetto non si fermerà qui. Il piano, infatti, proseguirà con la sostituzione di almeno altre due gru, che saranno ordinate in una fase successiva, a conferma di una linea di ammodernamento che punta a ridisegnare progressivamente l’assetto operativo del terminal.

Roberto Ferrari ha spiegato che si tratta di gru di ultimissima generazione, progettate con tecnologie avanzate ma soprattutto sviluppate attraverso un intenso lavoro di ingegneria per adattarle alle caratteristiche infrastrutturali specifiche del Sech. Un dettaglio che racconta come l’investimento non sia stato pensato come un semplice acquisto standardizzato, ma come un intervento costruito sulle esigenze concrete del terminal genovese. Lo stesso amministratore delegato ha richiamato anche il valore simbolico del colore blu delle nuove gru, osservando che da oltre trent’anni quel tratto cromatico accompagna lo skyline del porto e rappresenta un segno riconoscibile del legame tra il terminal e la città.

Nel quadro delineato da Ferrari, l’operazione viene presentata come un passo importante anche sul piano dell’immagine e del posizionamento internazionale, perché porta prestigio al mondo Psa e conferma l’attenzione del gruppo verso innovazione ed eccellenza operativa. Dietro l’impatto visivo delle nuove gru, dunque, c’è una scelta che punta a rafforzare competitività e capacità di risposta del terminal in un settore dove tempi, produttività e aggiornamento tecnologico fanno sempre più la differenza.

Per il porto di Genova l’arrivo delle due nuove gru non è soltanto una notizia industriale, ma anche un segnale politico ed economico. Significa che il Sech prova a consolidare il proprio ruolo in una fase in cui gli scali si giocano il futuro sulla capacità di innovare, reggere la concorrenza internazionale e offrire infrastrutture all’altezza delle nuove rotte e delle nuove dimensioni del traffico container. E significa anche che il programma di investimenti entra in una fase visibile, concreta, destinata a lasciare un segno immediato sul profilo del porto.

In copertina: nella foto di Marco Pelizza le gru in arrivo a Genova


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