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Centro storico, 16enne ferito alla schiena, Salis: «Serve un cambio di passo dello Stato»

Il ragazzo è stato colpito da diversi fendenti in piazza Renato Negri, tra stradone Sant’Agostino e piazza Sarzano, e trasportato in codice rosso al San Martino. La sindaca parla di episodi ormai troppo frequenti, rilancia il tema del disagio giovanile e sollecita più prevenzione, controllo del territorio e interventi strutturali

Il nuovo episodio di violenza torna ad accendere l’allarme sulla sicurezza nel centro storico di Genova. Nella notte un ragazzo di 16 anni anni è stato accoltellato in piazza Renato Negri, nello slargo davanti al teatro della Tosse e a pochi passi dalla facoltà di Architettura. L’aggressione è avvenuta poco prima dell’1.40 e il giovane è stato colpito alla schiena con diversi fendenti.

Sul luogo dell’accoltellamento sono intervenute anche le volanti della polizia di Stato, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e risalire al responsabile. Al momento restano da chiarire sia il contesto in cui è maturato il ferimento sia l’eventuale presenza di altre persone coinvolte.

Sul caso è intervenuta anche la sindaca Silvia Salis, che ha spiegato come il Comune stia seguendo con estrema attenzione gli sviluppi fin dalle prime ore della mattina. «Episodi di questa natura si stanno verificando con una frequenza allarmante», ha osservato la prima cittadina, ricordando che la polizia locale ha già ulteriormente rafforzato la propria azione anche grazie al nuovo piano per la sicurezza urbana in fase di attuazione proprio in questi giorni.

Per Silvia Salis, però, il problema non può essere scaricato soltanto sui Comuni. «I Comuni non possono e non devono essere lasciati soli», ha sottolineato la sindaca, aggiungendo che non bastano soltanto risorse per la repressione. Nel suo ragionamento il nodo vero è quello di un disagio giovanile sempre più profondo, che a suo giudizio coinvolge fasce d’età sempre più basse e che chiede risposte ben più ampie di quelle affidate alla sola emergenza.

Da qui la richiesta di interventi strutturati capaci di tenere insieme educazione, prevenzione, controllo capillare e presidio costante del territorio. «Sono necessari interventi strutturati che uniscano educazione e prevenzione a un controllo capillare e al presidio costante di tutto il territorio», ha affermato Silvia Salis, indicando la necessità di un cambio di passo da parte dello Stato.

L’accoltellamento della notte scorsa si inserisce così in un clima che a Genova continua a preoccupare, soprattutto nelle aree più sensibili del centro storico. Mentre le indagini della polizia di Stato proseguono per dare un nome all’aggressore e chiarire il movente, resta sul tavolo anche la questione politica e sociale sollevata dalla sindaca: quella di una città che chiede più sicurezza immediata, ma anche strumenti concreti per fermare una deriva che non può più essere considerata episodica.


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