Tunnel subportuale, Salis e Terrile al contrattacco: «Sulla Sopraelevata si decide solo dopo il tunnel delle Casaccie»

La sindaca Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile replicano alla nota diffusa dal subcommissario Carlo De Simone, che aveva a sua volta risposto alle precedenti richieste di chiarimento del Comune sul nodo Casaccie-Madre di Dio. Per Palazzo Tursi restano due punti fermi: rispetto integrale degli accordi sui ristori alla città e realizzazione del collegamento con il centro Il destino della Sopraelevata, invece, va deciso solo dopo aver misurato l’impatto reale del tunnel sulla viabilità

Il Comune alza di nuovo il livello dello scontro sul tunnel subportuale e chiarisce subito il bersaglio politico della nuova presa di posizione: quella firmata dalla sindaca Silvia Salis e dal vicesindaco Alessandro Terrile è la risposta diretta alla nota diffusa dal subcommissario Carlo De Simone, che nelle ore precedenti aveva replicato alle critiche mosse da Palazzo Tursi sul collegamento tra il tunnel e il centro città, in particolare sul nodo di via Madre di Dio e via delle Casaccie.

Nella ricostruzione della struttura commissariale, l’uscita verso Madre di Dio-via delle Casaccie risulta prevista negli accordi istituzionali e nei documenti approvati negli anni scorsi, ma non compare nel bando di gara attuale e quindi non è inserita nei quadri economici della procedura. In sostanza, non si potrebbe prevedere se prima il Comune non deciderà cosa fare della sopraelevata. Il subcommissario aveva inoltre sostenuto che ora sarebbe necessario un confronto con il Comune sul futuro della strada Aldo Moro e sugli approfondimenti legati alla valutazione di impatto sul patrimonio nell’area vicina al sito UNESCO.
È proprio su questo passaggio che Silvia Salis e Alessandro Terrile marcano la distanza. Nella loro nota spiegano di essere rimasti sorpresi dalle parole del subcommissario, persino più di quanto già emerso in commissione comunale, e aggiungono che una simile posizione li porta a domandarsi se sia davvero condivisa anche dal commissario. Il punto politico che rivendicano è netto: durante il mandato da sindaco di Marco Bucci, ricordano, la linea sostenuta pubblicamente era che il futuro della Sopraelevata dovesse essere deciso soltanto dopo aver verificato con dati reali quale sarebbe stato l’impatto del tunnel subportuale una volta pienamente in funzione. Ed è questa, per l’attuale amministrazione, l’unica strada sensata per scegliere senza affidarsi a scenari teorici.
La nuova nota di sindaca e vicesindaco arriva quindi come il secondo passaggio di una catena di repliche. Il giorno prima, infatti, Silvia Salis aveva chiesto chiarezza immediata sulla mancata copertura economica del collegamento con il centro, definendolo un nodo decisivo per l’utilità dell’opera e domandando un incontro urgente con il commissario e con l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. A quella uscita aveva fatto seguito la risposta del subcommissario, che aveva richiamato atti e protocolli già esistenti, sostenendo che il collegamento fosse previsto negli accordi ma non ancora nel bando, e sollecitando il Comune a esprimersi sul tema Sopraelevata. Ora, con la nuova presa di posizione, Silvia Salis e Alessandro Terrile ribadiscono che la sequenza va rovesciata: prima si completa il tunnel nella sua configurazione utile, poi si misura l’effetto reale sulla viabilità, soltanto dopo si decide che fare della Sopraelevata.
Nel merito, Palazzo Tursi fissa anche due capisaldi che definisce non negoziabili. Il primo riguarda il rispetto totale dell’accordo sui ristori per la città, che secondo il Comune mette già nero su bianco anche il modo di reperire eventuali extracosti necessari a completare le opere previste. Il secondo riguarda la sostanza del progetto: per sindaca e vicesindaco, il tunnel subportuale non può prescindere dal collegamento con il centro e dalla relativa uscita su via Madre di Dio e via delle Casaccie.
È questa, sostengono, la cornice dentro cui deve muoversi il confronto chiesto al commissario e ad Autostrade per l’Italia, incontro che il Comune auspica avvenga in tempi molto rapidi per sciogliere quella che definisce una grande confusione generata nelle ultime ore.
In altre parole, la linea del Comune resta la stessa ma viene ora rafforzata dalla polemica sulla tempistica delle decisioni: il tunnel, per Silvia Salis e Alessandro Terrile, deve essere giudicato nella sua efficacia solo quando sarà davvero operativo, e qualsiasi scelta sulla Sopraelevata prima di quel momento rischia di poggiare più su ipotesi che su evidenze. È su questo terreno, più ancora che sui tecnicismi del bando, che si sta consumando il braccio di ferro politico attorno a una delle opere più discusse per il futuro della mobilità genovese.
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