Cronaca 

Marassi, tensione nel reparto di alta sicurezza: tentativo di suicidio sventato e protesta durata ore

Nel carcere di Genova Marassi, in poche ore, un detenuto ha tentato di togliersi la vita in cella ma è stato salvato dall’intervento tempestivo della polizia penitenziaria. A seguire, un’altra situazione critica: un detenuto si è rifiutato di rientrare in cella e la protesta si è estesa al piano, con rumori, lanci di oggetti e momenti di forte tensione durante le operazioni di ripristino dell’ordine

Momenti difficili nel carcere di Genova Marassi, dove nel reparto di alta sicurezza si sono concentrati in rapida successione due episodi che hanno messo sotto pressione personale e detenuti. Nel giro di poche ore, infatti, si è verificato prima un tentato suicidio, poi una protesta prolungata partita dal rifiuto di rientrare in cella da parte di un detenuto e degenerata in una situazione complessa per l’intero piano.

Secondo quanto ricostruito, un detenuto ristretto per reati legati alla produzione e al traffico internazionale di stupefacenti avrebbe tentato di togliersi la vita impiccandosi nella propria cella. L’uomo avrebbe utilizzato un cappio ricavato da lenzuola, fissandolo alle grate della finestra. Il rumore provocato dal gesto avrebbe attirato immediatamente l’attenzione degli agenti della polizia penitenziaria, che sono intervenuti in pochi istanti riuscendo a tagliare il cappio e a evitare conseguenze irreparabili.

Poco dopo, sempre nello stesso reparto, si è aperto un secondo fronte. Un detenuto considerato pericoloso, trasferito a Marassi per esigenze sanitarie, si sarebbe rifiutato di rientrare nella propria cella dando avvio a una protesta andata avanti per oltre cinque ore. La situazione, inizialmente circoscritta, avrebbe innescato una reazione a catena sul piano: altri detenuti avrebbero iniziato a battere gavette e a lanciare oggetti verso gli agenti impegnati a riportare la calma e a convincere l’uomo a collaborare.

Gli operatori hanno lavorato a lungo per ripristinare l’ordine e contenere l’escalation, in un contesto già delicato come quello dell’alta sicurezza, dove ogni tensione rischia di propagarsi rapidamente. Restano da chiarire i dettagli completi della sequenza e le conseguenze disciplinari o sanitarie dei due episodi, ma la giornata a Marassi riporta in primo piano la fragilità di un equilibrio che, in carcere, può spezzarsi in pochi minuti e richiedere ore di intervento per essere ricostruito.


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