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“La cultura è Casa Tua”, la giunta approva il piano 2027-2030: quattro anni a tema per una Genova più partecipata

Via libera al Piano strategico della cultura 2027-2030, “La cultura è Casa Tua: Genova, città che partecipa”, proposto dall’assessore Giacomo Montanari. Il documento punta su programmazione condivisa e diffusione del patrimonio, con un rapporto strutturale con i Municipi e un tema guida per ciascun anno: Europa nel 2027, 500 anni della Repubblica nel 2028, infanzia e diritti nel 2029, futuro sostenibile nel 2030

Genova prova a darsi una bussola culturale di medio periodo e lo fa con un documento che, nelle intenzioni, vuole trasformare la cultura da calendario di eventi a infrastruttura civica. La giunta ha approvato il Piano strategico della cultura 2027-2030 denominato “La cultura è Casa Tua: Genova, città che partecipa”, su proposta dell’assessore alla cultura Giacomo Montanari, con l’obiettivo dichiarato di orientare programmazione, diffusione e valorizzazione del patrimonio cittadino in modo più coerente e condiviso.

Nel presentare l’impianto del piano, Giacomo Montanari ha spiegato che l’idea è dare alla cultura un orizzonte “chiaro, ambizioso e condiviso”, trasformando il titolo in una prospettiva da declinare sui territori. Il punto politico-culturale è che i cittadini non debbano sentirsi semplici spettatori, ma parte attiva della vita culturale; per questo il percorso viene descritto come una rete tra istituzioni, operatori e realtà creative, con l’ambizione di valorizzare il patrimonio e, allo stesso tempo, di aprirlo al dialogo con l’Europa, con la storia della città, con le nuove generazioni e con le sfide della sostenibilità. Nella visione dell’assessore, al centro c’è una relazione “attiva e strutturale” con i Municipi e con l’intero territorio, perché la cultura diventi strumento di partecipazione, crescita civile e sviluppo, oltre che un terreno capace di sostenere professioni culturali, innovazione e percorsi di cittadinanza e coesione sociale.

La parte più riconoscibile del piano è la scelta di dare a ogni anno un tema guida, pensato per coordinare in modo più armonico musei, biblioteche, archivi, teatri e i principali produttori culturali cittadini, mantenendo comunque aperta la possibilità di aggiornamenti e revisioni. Nel 2027 il tema sarà “Genova e l’Europa”, con la città letta come crocevia di culture e innovazioni, in un anno che richiama anche l’anniversario dei settant’anni dal Trattato di Roma. Il 2028 sarà invece dedicato ai “500 anni della Repubblica di Genova”, con un focus su memoria, identità e futuro, mentre il 2029 sarà l’anno di “Genova e i bambini”, pensato come percorso sui diritti, l’ascolto e l’infanzia in relazione ai cinquant’anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia. La chiusura, nel 2030, guarda direttamente alla sostenibilità: “Genova e il futuro sostenibile” è il titolo scelto per legare culture, territori e responsabilità all’anno conclusivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Nella narrazione della giunta, il piano non è soltanto un elenco di buone intenzioni ma una griglia di priorità e modelli di azione, pensata per rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali e rendere più leggibile, per i cittadini e per chi produce cultura, la direzione dei prossimi anni. L’ambizione, esplicitata dall’assessore Giacomo Montanari, è che Genova abbia le energie per essere protagonista come città della cultura, e che proprio la scelta di costruire temi condivisi e una regia pluriennale possa aiutare a trasformare la ricchezza del patrimonio in un’esperienza più accessibile, diffusa e partecipata.


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