Facce de Zena 

È morto Rosario Di Vincenzo, detto “Sarìn”, ex portiere con 55 presenze in Serie A e 190 in Serie B indossando anche le maglie di Genoa, Samp ed Entella

Genova saluta il portiere d’altri tempi e uomo di campo fino all’ultimo, scomparso oggi all’età di 84 anni. Nato nel capoluogo ligure nel 1941, ha attraversato una stagione lunga del calcio italiano, partendo dai guanti e finendo in panchina, sempre con la stessa idea: che il ruolo del portiere si impari con disciplina, coraggio e pazienza, e che lo sport resti un linguaggio di valori prima ancora che un risultato

La sua carriera da calciatore parla di numeri solidi e maglie pesanti. In Serie A ha collezionato 55 presenze tra Inter, Varese, Lazio e Sampdoria, mentre in Serie B è arrivato a quota 190, diventando protagonista di due promozioni in massima serie con la Lazio, nelle stagioni 1968-1969 e 1971-1972. Nel percorso compaiono anche esperienze con Genoa, Entella e Imperia, tappe che restituiscono l’immagine di un professionista capace di adattarsi e di lasciare ovunque un’impronta riconoscibile, fatta di lavoro quotidiano e affidabilità.

Il capitolo più brillante arriva con l’Inter, dove Rosario Di Vincenzo conquista una Coppa dei Campioni e due scudetti, inserendosi in un periodo che ha segnato la storia del club e del calcio italiano. Sono trofei che restano, ma che raccontano anche la durezza di un mestiere in cui spesso si vive ai margini dei riflettori: allenamenti, panchine, domeniche in cui si entra e si deve essere subito pronti, senza alibi e senza tempo per scaldarsi davvero. “Sarìn” quel ruolo lo ha interpretato così, con serietà e con la consapevolezza che il portiere è l’ultimo argine e, insieme, il primo costruttore di fiducia della squadra.

Dopo il ritiro, Rosario Di Vincenzo non ha mai smesso di stare dentro il calcio. Ha lavorato come preparatore dei portieri in piazze importanti, dal Napoli al Palermo, passando per Siena e Lazio; a Siena è stato anche vice dell’allenatore Giuseppe Papadopulo, in una fase in cui la cura del dettaglio e la gestione del gruppo contavano quanto i moduli. Ha seguito anche i portieri delle giovanili della Sampdoria e, dopo un periodo da osservatore per il Lecce, ha scelto di investire soprattutto sul territorio: insieme al Club ERG asd è diventato responsabile della “Scuola Portieri Sarin Di Vincenzo” al Centro Sportivo San Biagio di Genova, un progetto che ha trasformato la sua esperienza in un’eredità concreta per chi muoveva i primi passi tra i pali.

Il ricordo istituzionale arriva dalla vicepresidente della Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro, che sottolinea la doppia vita sportiva di Rosario Di Vincenzo, prima ai massimi livelli e poi al servizio della crescita dei più giovani: «Ha scritto pagine importanti della sua carriera ai massimi livelli del calcio italiano. Dopo il ritiro ha continuato a dedicarsi con passione alla crescita sportiva delle nuove generazioni, trasmettendo i valori autentici dello sport e allenando per anni sia a livello professionistico che nelle formazioni giovanili del territorio. Alla sua famiglia e ai suoi amici vanno le più sentite condoglianze da parte della Giunta regionale».

Resta l’immagine di un portiere che ha conosciuto lo splendore dei grandi trofei e l’umiltà dei campi di provincia, e che, finita la partita più importante, ha scelto di continuare a insegnare. Perché per Rosario Di Vincenzo il calcio non era solo memoria, ma un mestiere da trasmettere: come si sta in porta, come si cade e ci si rialza, e come si impara a non avere paura del pallone che arriva.


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