Ambiente Animali 

Canile Monte Gazzo, dopo l’assalto del vandalo riparazioni lampo grazie alla solidarietà: in campo anche Asef – VIDEO

Dopo i danni causati il 19 gennaio al canile “Amici del Cane del Monte Gazzo”, una raccolta di aiuti ha permesso di ripristinare in tempi rapidi impianto elettrico e dotazioni di sicurezza; la responsabile Clara Bongiorno ringrazia chi ha risposto all’appello, mentre l’amministratore di A.Se.F. Maurizio Barabino spiega il sostegno dell’azienda comunale e il legame con il progetto Pets, e intanto la struttura segnala una nuova urgenza legata a una frana che incombe sull’area

A volte la differenza tra una giornata complicata e un ritorno alla normalità passa da oggetti che, fuori contesto, sembrerebbero banali: una lampada led con sensore di movimento, una bacheca con vetro infrangibile, un piccolo impianto elettrico a norma per alimentare l’illuminazione notturna. Al canile “Amici del Cane del Monte Gazzo”, dove i bilanci vivono di lasciti e donazioni, quelle spese possono diventare enormi e, dopo un atto vandalico, anche urgenti. Per questo la gara di solidarietà scattata nelle settimane scorse, a cui si è unita anche A.Se.F., l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, ha avuto un peso decisivo: i danni sono stati ripristinati e alcuni interventi di sicurezza sono stati completati “in tempi record”, tornando a essere parte della gestione quotidiana della struttura.

Il punto di rottura risale al 19 gennaio, quando il canile è stato preso di mira da un uomo convinto di trovare lì i propri cani, requisiti nelle ore precedenti. In realtà, spiega la responsabile tecnica Clara Bongiorno, gli animali non erano al Monte Gazzo ma al canile di Monte Contessa, e l’equivoco ha innescato una reazione violenta. «Quel giorno un signore, munito di vanga, era venuto qui perché voleva indietro i suoi cani, che erano stati ricoverati perché lui era finito in ospedale», racconta Clara Bongiorno, chiarendo poi che «i cani erano al canile di Monte Contessa, non qui». Convinto di essere nel posto giusto, l’uomo ha iniziato a colpire con la vanga bacheca, cassetta della posta, impianto elettrico, interruttori e cancelli, lasciando dietro di sé un danno che, per una realtà piccola, significa dover trovare risorse immediate. Da qui l’appello alla città. «Per noi, piccoli, sono danni che dobbiamo riparare autonomamente. Quindi abbiamo chiesto aiuto ai genovesi… Ringraziamo i genovesi e anche A.Se.F., per l’aiuto che ci hanno dato a superare anche questo momento», aggiunge la responsabile.

Il canile di Monte Gazzo, noto in zona anche come “Canile di Govi”, ha una storia radicata e molto genovese: nel 1969 Rina Govi, moglie dell’attore genovese, supportò Tea Valzelli nella fondazione della struttura di ricovero che oggi ospita circa sessanta cani e un numero analogo di gatti. A mandarlo avanti ci sono quattro dipendenti, un veterinario e una rete di circa settanta volontari formati alla rieducazione e al reinserimento degli animali d’affezione, un lavoro spesso invisibile finché non arriva l’emergenza.

Il contributo di A.Se.F. viene motivato dall’amministratore unico Maurizio Barabino con una scelta di identità aziendale: «Lo spirito con cui responsabili e volontari del Canile Monte Gazzo curano gli animali è perfettamente in linea con la nostra sensibilità aziendale», dice, collegando l’intervento al settore Pets avviato dall’azienda, che viene descritto come un servizio “improntato all’etica” e fondato sulla consapevolezza del legame tra persone e animali considerati parte della famiglia. Maurizio Barabino sottolinea che, dopo l’aggressione, A.Se.F. si è attivata subito per dare supporto e chiude con un messaggio di soddisfazione: «Siamo felici che il nostro aiuto sia stato accolto e che questo problema sia oggi superato a tutti gli effetti».

Superato l’urto del vandalismo, però, il canile segnala già la prossima preoccupazione: una frana che incombe sulla struttura, aggravata dalle forti piogge recenti. E anche qui Clara Bongiorno mette in fila determinazione e fiducia nella comunità: «Affronteremo anche questa emergenza. Troveremo il modo, certi che, se chiederemo aiuto, troveremo chi ci ascolterà».


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