Legambiente Polis contro la “retromarcia” sulla mobilità: «tagli ai Quattro Assi e stop alle ciclabili, così si penalizza chi si muove sostenibile»

L’associazione attacca la Giunta Salis sulle ipotesi di ridimensionamento delle linee dei Quattro Assi tra centro, Ponente e Levante e sullo stop a percorsi ciclabili già programmati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il presidente Daniele Salvo chiede un cambio di passo, più coordinamento nei cantieri e una pianificazione che metta al centro sicurezza e continuità degli spostamenti

Genova, 26 febbraio 2026. «Il trasporto sostenibile va difeso, ma in questi giorni è messo sotto attacco dalla Giunta Salis. Un’amministrazione che dovrebbe puntare sulla mobilità sostenibile, e invece si ritrova a mettere in difficoltà e a penalizzare chi la usa per spostarsi in città». Con queste parole Daniele Salvo, presidente di Legambiente Polis, prende posizione sulle indiscrezioni relative a possibili tagli alle linee dei cosiddetti Quattro Assi, l’ossatura del collegamento tra centro e periferie di Ponente e Levante, e sull’annuncio dello stop alla realizzazione di alcuni percorsi ciclabili già previsti nell’ambito degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Sul fronte degli assi di forza, l’allarme nasce dalle ipotesi emerse in queste ore che collegano eventuali riduzioni di servizio all’aumento dei costi di realizzazione. In particolare, rispetto alla linea Voltri–Caricamento, viene citata l’idea che il collegamento sia “raramente utilizzato per intero” perché il treno sarebbe più veloce. Una lettura che, per Salvo, rischia di non cogliere la funzione reale del servizio su gomma nella vita quotidiana della città: «Tra l’estremo ponente e il centro il bus diventa fondamentale la sera, la notte, e in particolare nei fine settimane quando la frequenza dei treni è assolutamente insufficiente, se non assente, e consente di raggiungere il centro città per la movida. Oltretutto, è necessario garantire la mobilità anche tra i diversi quartieri periferici del ponente, senza interruzioni». Il punto, nella critica dell’associazione, è che un sistema di trasporto pubblico si misura anche sulla capacità di coprire le fasce orarie più fragili e i collegamenti non sempre sovrapponibili alla rete ferroviaria, soprattutto quando si parla di spostamenti tra quartieri e non soltanto del tragitto “diretto” verso il centro.
Ancora più netto, secondo Legambiente Polis, il problema legato alle ciclabili già progettate: la motivazione indicata per lo stop, cioè le interferenze con i cantieri dei Quattro Assi e i possibili conflitti di spazio e sicurezza, diventa per l’associazione la prova che manca una regia complessiva capace di tenere insieme trasformazioni diverse senza scaricarne i costi su chi si muove a piedi o in bicicletta. Pur riconoscendo che un ripensamento complessivo della mobilità cittadina sia urgente, Salvo chiede che le scelte politiche cambino direzione e che la priorità torni ad essere la sicurezza lungo assi e vallate: «Servono nuove priorità nelle scelte politiche mettendo al centro le persone, a fronte del sacrificio richiesto alla cittadinanza con l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale, che consenta loro di spostarsi in sicurezza lungo gli assi e le valli, cosa che non è ancora possibile».
La conclusione dell’intervento non è solo una critica, ma anche un avvertimento: i cantieri in corso, per Legambiente Polis, stanno mostrando limiti che erano stati segnalati già al momento dell’approvazione del progetto e, proprio per questo, dovrebbero diventare l’occasione per correggere la rotta, senza ulteriori rinvii. «I cantieri dei Quattro Assi dimostrano le criticità che avevamo già segnalato quando il progetto fu approvato: auspichiamo che almeno rappresentino un’occasione per fare una nuova pianificazione e progettazione della mobilità cittadina senza perdere altro tempo», conclude Daniele Salvo, chiedendo alla Giunta Salis un cambio di passo che, nelle intenzioni dell’associazione, eviti di trasformare il trasporto sostenibile in un bersaglio e lo riporti al centro delle scelte amministrative.
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