Cronaca 

Sanremo, blitz di Extinction Rebellion sul blue carpet: i 13 attivisti fermati per 6 ore e fogli di via fino a tre anni

Protesta davanti all’Ariston contro «politiche ecocide e greenwashing degli sponsor». Gli attivisti denunciano un fermo che ritengono «illegittimo» e il lungo trattenimento nel box promozionale di Eni. Rilasciati nella notte, hanno ricevuto fogli di via, pesanti sanzioni, denunce per manifestazione non preavvisata e inottemperanza agli ordini dell’autorità

Blitz sul blue carpet del Festival di Sanremo e conseguenze giudiziarie per tredici attivisti di Extinction Rebellion, che nella serata inaugurale hanno inscenato una protesta davanti al teatro Ariston per denunciare «le politiche ecocide e il greenwashing degli sponsor». Secondo quanto ricostruito dagli stessi attivisti in una nota diffusa nelle ore successive, dopo essere stati fermati dalla sicurezza sarebbero stati trattenuti nel box promozionale di Eni e successivamente portati in Commissariato per quello che viene definito «un fermo identificativo».

Gli attivisti parlano di un provvedimento «illegittimo», sostenendo di aver già fornito i documenti sul posto e di non aver ricevuto chiarimenti sulle ragioni del trasferimento negli uffici di polizia. Nella nota viene riportata anche una frase attribuita a uno degli agenti presenti, che in un video si sentirebbe dire: «Non hai nessun diritto quando ti trovi in fermo di polizia». Un passaggio che Extinction Rebellion indica come elemento critico dell’intera gestione della vicenda.

Il rilascio sarebbe avvenuto in piena notte, con l’ultima persona uscita dal Commissariato alle 4.20, dopo oltre sei ore. A tutti i fermati è stato notificato un foglio di via obbligatorio dal Comune, con una durata variabile da uno a tre anni, oltre a denunce per manifestazione non preavvisata e per inottemperanza agli ordini dell’autorità. Contestazioni che, alla luce dell’approvazione del nuovo decreto sicurezza avvenuta proprio nelle stesse ore, potrebbero comportare sanzioni economiche rilevanti, con multe comprese tra 2mila e 10mila euro per chi manifesta senza aver dato preavviso alla Questura.

La protesta, che aveva preso di mira la presenza degli sponsor legati al settore energetico e crocieristico, si inserisce nella campagna più ampia del movimento contro il ricorso, ritenuto strumentale, alla comunicazione ambientale da parte di grandi aziende. Sul piano giudiziario, ora, la partita si sposta sugli sviluppi delle denunce e sull’eventuale impugnazione dei fogli di via, mentre sul piano politico resta aperto il confronto tra diritto al dissenso e limiti imposti dalle norme sulla sicurezza e sulle manifestazioni pubbliche.


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