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UniGe, bufera sul convegno contro la riforma Nordio: Sinistra Universitaria – Udu denuncia il diniego dell’aula e ricorre al Garante d’Ateneo

Scontro all’Università di Genova dopo il no all’uso di un’aula per un’iniziativa sul referendum costituzionale di marzo contro la riforma Nordio, alla quale avrebbero dovuto partecipare anche Andrea Orlando, docenti e magistrati. Sinistra Universitaria – Udu Genova parla di decisione «priva di fondamento» e annuncia ricorso al Garante d’Ateneo, accusando l’amministrazione universitaria di limitare la partecipazione studentesca

Si accende la polemica all’Università di Genova dopo il diniego, denunciato da Sinistra Universitaria – Udu Genova, all’utilizzo di un’aula nella quale il sindacato studentesco intendeva organizzare un’iniziativa per il No al referendum costituzionale sulla riforma Nordio previsto nel mese di marzo. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, all’incontro avrebbero dovuto partecipare docenti, magistrati e l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando.

A rendere pubblica la contestazione è stato il sindacato studentesco, che definisce molto grave la decisione dell’Ateneo e sostiene che non vi sia alcun fondamento normativo o regolamentare per impedire lo svolgimento dell’evento. La vicenda, per come viene ricostruita da Sinistra Universitaria – Udu Genova, non riguarda soltanto l’autorizzazione di una singola iniziativa, ma tocca più in generale il tema della libertà di partecipazione alla vita universitaria e degli spazi di discussione politica e culturale all’interno dell’Ateneo.

Michele Ciulla, senatore accademico e coordinatore di Sinistra Universitaria, parla apertamente di una scelta che, a suo giudizio, colpisce una libera iniziativa studentesca nata per esprimere una posizione critica sulla riforma. Nelle sue parole, l’università viene richiamata come spazio di tutti e tutte, e in particolare di chi la vive quotidianamente per studiare e formarsi. Per Ciulla, un atteggiamento di questo tipo rischia di compromettere la partecipazione consapevole di studentesse e studenti alla vita universitaria, e per questo il sindacato chiede un passo indietro immediato da parte di UniGe.

Sulla stessa linea interviene anche Francesco Devoti, presidente della Consulta delle studentesse e degli studenti e referente di Sinistra Universitaria al Dipartimento di Giurisprudenza, che contesta nel merito le motivazioni attribuite al diniego. Secondo Devoti, i regolamenti non vieterebbero la presenza di un ex ministro della Repubblica a un’iniziativa promossa in Ateneo, mentre limiterebbero soltanto la promozione di eventi da parte dei partiti politici negli spazi universitari. Il sindacato, inoltre, richiama alcuni precedenti che ritiene significativi, sostenendo che in passato siano stati invitati esponenti con incarichi di governo e citando, tra gli esempi, una iniziativa con la partecipazione dell’allora assessora Francesca Corso della Lega, che avrebbe avuto anche il patrocinio dell’università.

Sempre secondo la ricostruzione di Sinistra Universitaria – Udu Genova, non reggerebbe neppure il richiamo alla par condicio. L’organizzazione osserva infatti che sarebbe stata consentita un’altra iniziativa con la partecipazione di soli esponenti schierati per il Sì, organizzata con la partecipazione dell’Unione Camere Penali. È su questo punto che il sindacato insiste per sostenere la tesi di una decisione incoerente e discriminatoria rispetto ad altri eventi già ospitati o autorizzati in ambito universitario.

La risposta scelta dagli studenti è ora quella del ricorso formale. Sinistra Universitaria – Udu Genova ha annunciato di essersi rivolta al Garante d’Ateneo, ritenendo la decisione di UniGe illegittima e irregolare, e sostenendo che sarebbe in violazione delle norme e dei principi costituzionali richiamati nella denuncia pubblica. La richiesta, sul piano politico prima ancora che amministrativo, è quella di un immediato dietrofront che consenta lo svolgimento dell’iniziativa.

La vicenda apre così un nuovo fronte di discussione dentro l’Università di Genova, dove il tema non è soltanto la riforma Nordio o il referendum di marzo, ma anche il confine tra regolamentazione degli spazi accademici, pluralismo del dibattito e autonomia delle organizzazioni studentesche. In attesa di eventuali chiarimenti ufficiali da parte dell’Ateneo o dell’esito del ricorso al Garante, il caso è destinato a pesare sul clima universitario e sul confronto pubblico in città.


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