Facce de Zena 

Daniela Zampini Kalepyros, la memoria ritrovata: al Buranello una mostra antologica per l’artista che il lockdown lasciò senza addio

Dal 6 marzo il Centro Civico Buranello ospita un omaggio a Daniela Zampini Kalepyros, artista, attrice e cantante lirica scomparsa nel 2020. Un’esposizione che unisce arte e memoria, nata anche per restituire alla città quel saluto collettivo negato nei giorni più duri della pandemia

C’è una mostra che arriva come un gesto di riparazione, prima ancora che come appuntamento culturale. Dal 6 marzo 2026 il Centro Civico Buranello ospiterà un’antologica dedicata a Daniela Zampini Kalepyros, figura fuori dagli schemi, difficile da racchiudere in una sola definizione, capace di attraversare teatro, lirica e arti visive con una personalità inconfondibile. L’iniziativa, promossa dal Circolo Culturale Fondazione Amon APS con patrocinio non oneroso del Comune di Genova – Municipio II Centro Ovest, riporta al centro una presenza artistica che in città ha lasciato un segno profondo.

A sei anni dalla primavera del 2020, il peso simbolico dell’evento è evidente. Daniela Zampini Kalepyros morì il 26 marzo di quell’anno, durante la prima ondata di Covid, nel pieno del lockdown. Furono giorni in cui tutto si fermò, compresi i riti del commiato. Nessuna visita durante la malattia, nessun funerale pubblico, nessun abbraccio collettivo. È da quella ferita che prende forma il senso più intimo della mostra: non soltanto una ricognizione artistica, ma una restituzione umana e civile.

Nata a Piombino e diventata genovese d’adozione, Daniela Zampini Kalepyros viene ricordata da chi l’ha conosciuta come una personalità magnetica, ironica, irriverente, capace di occupare la scena anche quando non era sul palco. La gallerista Bruna Solinas la descriveva con un’immagine rimasta impressa, quella di una figura dal passo «leggiadro» e insieme imponente, con il portamento di una pantera. Un ritratto che restituisce bene la sua doppia natura: elegante e feroce, teatrale e lucidissima, istintiva ma mai superficiale.

Per decenni ha lavorato e sperimentato senza fermarsi, muovendosi tra linguaggi diversi. Alla formazione nella ceramica ad Albissola ha affiancato una progressiva immersione nella pittura, dove la sua urgenza espressiva ha trovato un territorio potente. Le sue opere, per come vengono raccontate dai curatori e dai critici che l’hanno seguita, sono segnate da una materia corposa, da immagini forti, da un gusto per lo scarto e per la provocazione che non si esauriva mai nel gesto fine a sé stesso. Anche il giudizio del critico Viana Conti, che ha seguito a lungo il suo lavoro, insiste su questa energia aspra e vitalissima, una «rabbia espressiva» capace di trasformare gli stimoli della contemporaneità in linguaggio pittorico.

Nel percorso espositivo troveranno spazio lavori che dialogano con la mitologia, letta in chiave classica e insieme contemporanea, ma anche opere che riflettono una visione disincantata del presente. Il tratto che sembra emergere con più forza è proprio questa capacità di stare dentro il proprio tempo senza subirlo: Daniela Zampini Kalepyros assorbiva frammenti della strada, della televisione, dei muri urbani, perfino suggestioni tecnologiche, ma li piegava sempre a una cifra personale, ribadendo una libertà intellettuale radicale.

La mostra curata dal Circolo Culturale Fondazione Amon, dunque, si annuncia come un doppio racconto. Da un lato la ricostruzione di una vicenda artistica lunga e stratificata, dall’altro la restituzione pubblica di una memoria rimasta sospesa. Non è un caso che gli organizzatori insistano sul carattere commemorativo dell’iniziativa: qui l’arte non è semplice cornice, ma diventa il modo per restituire voce a chi, nel momento più duro, è stata accompagnata dal silenzio imposto dall’emergenza sanitaria.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 6 marzo alle 17.30 nelle sale del Centro Civico Buranello, a Sampierdarena. Sono previsti saluti istituzionali, con la presenza della consigliera comunale Monica Russo in rappresentanza della sindaca e dell’assessora alla Cultura del Municipio II Centro Ovest Margherita Pardini. Interverranno inoltre Stefano Bigazzi, giornalista e critico d’arte, e Marco Fabio Gasperini, poeta e scrittore. A introdurre l’incontro sarà Marco Alex Pepè.

La mostra sarà visitabile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 15.30-18.30, con ingresso libero. Resterà chiusa il sabato e la domenica, con un’eccezione significativa: domenica 8 marzo è prevista un’apertura straordinaria in occasione della Giornata Internazionale della Donna, scelta che aggiunge un ulteriore livello di lettura all’omaggio, sottolineando la forza, l’indipendenza e la libertà creativa che hanno caratterizzato l’intero percorso di Daniela Zampini Kalepyros.

Più che una semplice retrospettiva, si prepara così un appuntamento che mette insieme memoria pubblica e riconoscimento culturale. Un modo per riportare dentro la città una voce che, per troppo tempo, era rimasta senza il saluto che meritava.


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