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Vaccarezza: «Farò una telefonata a Pertini». La frase accende la bagarre in aula. L’opposizione chiede le dimissioni del consigliere forzista

Nel dibattito in Consiglio regionale sulla proposta di riconoscimento per Zara, la battuta finisce al centro di un caso politico. Le opposizioni reagiscono duramente e formalizzano la richiesta di dimissioni dal ruolo di segretario d’aula. Il presidente dell’assemblea spiega di non aver colto la frase nel caos dei lavori

La miccia scatta con poche parole, pronunciate in un clima già teso: «Farò una telefonata a Pertini». È la frase attribuita al consigliere regionale Angelo Vaccarezza, esponente di Forza Italia e segretario dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, che nelle ultime ore ha innescato un nuovo scontro politico in Consiglio regionale, trasformando una seduta ordinaria in una lunga sequenza di repliche, accuse e richieste di presa di distanza.

Durante i lavori, l’episodio si colloca al termine dell’illustrazione di un ordine del giorno legato al conferimento della Medaglia d’oro al Valor Militare sul gonfalone dell’ultima amministrazione italiana della città di Zara. È in quel contesto che dai banchi del Partito Democratico sarebbero arrivate critiche per un riferimento all’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini. A quel punto, mentre rientrava verso il proprio posto, Vaccarezza avrebbe lasciato cadere la battuta: «farò una telefonata di scuse a Pertini». Un inciso che, raccolto e rilanciato dall’opposizione, ha fatto esplodere la protesta e ha acceso una bagarre in aula.

La seduta, già agitata, si è ulteriormente complicata quando il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari ha riferito di non aver percepito con chiarezza la frase contestata, spiegando di essere impegnato a richiamare l’ordine e a “scampanellare” per riportare calma tra i banchi. Un chiarimento che non ha raffreddato gli animi: al contrario, per le minoranze la mancanza di una presa di distanza immediata è diventata parte integrante del caso.

Da qui il passaggio politico più rilevante: l’opposizione ha annunciato una richiesta formale di dimissioni di Vaccarezza dall’incarico di segretario d’aula, messa nero su bianco in una lettera sottoscritta dai gruppi di minoranza. La linea è la stessa che, nelle dichiarazioni successive, hanno ribadito Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Lista Orlando, insieme ad altri esponenti di opposizione: non si tratterebbe di una semplice uscita infelice, ma di un’espressione ritenuta irrispettosa verso una figura simbolo della Repubblica, per di più nell’aula intitolata a Pertini.

La vicenda, così, ha rapidamente superato il perimetro dell’ordine del giorno e si è spostata sul terreno più delicato del rispetto istituzionale e della memoria pubblica. Nel mirino delle opposizioni finiscono due livelli: da una parte il contenuto della battuta, dall’altra il ruolo ricoperto da chi l’ha pronunciata, perché, sostengono, chi è chiamato a garantire il corretto funzionamento dei lavori d’aula dovrebbe essere il primo a evitare toni e formule che possano alimentare tensioni o apparire come uno scherno.

Ora la partita si gioca anche fuori dall’emiciclo, tra richieste di chiarimenti, prese di posizione attese e l’atto formale con cui l’opposizione chiede che Vaccarezza lasci l’incarico di segretario d’aula.

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