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Tursi prova la stretta sulla sicurezza: la sindaca chiede alla Prefetta “zone a vigilanza rafforzata” nelle aree più critiche

La Sindaca chiede, in Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, di valutare l’istituzione di “zone a vigilanza rafforzata” per aumentare controlli e presidio in quartieri con criticità persistenti, in coordinamento con polizia locale e forze di polizia

Genova mette sul tavolo un nuovo strumento per provare a contenere microcriminalità e tensioni che, in alcune aree della città, si trascinano da tempo e si intrecciano con fragilità urbane e sociali difficili da sciogliere. La sindaca Silvia Salis ha infatti chiesto alla prefetta Cinzia Torraco di valutare, nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’adozione di un’ordinanza che istituisca “zone a vigilanza rafforzata” in alcune porzioni del territorio cittadino, dove la vivibilità risulta compromessa da criticità definite persistenti.

L’eventuale perimetrazione delle aree, viene chiarito, sarà oggetto di un approfondimento tecnico in sede di Comitato e, se si arrivasse all’ordinanza, l’obiettivo sarebbe quello di integrare e coordinare quanto già attivo a livello comunale, rafforzando la presenza delle forze di polizia e della polizia locale e consolidando il presidio sul territorio. Silvia Salis inquadra la richiesta come una scelta di prevenzione e controllo «seguendo l’esempio di tante altre grandi città italiane», spiegando che la misura non sarebbe un intervento isolato ma parte di una collaborazione istituzionale già avviata con Prefettura e forze dell’ordine, ricordando anche l’annuncio del Ministero dell’Interno su un prossimo aumento della dotazione organica di polizia in servizio in città.

Nel suo ragionamento, però, la sicurezza non è soltanto una questione di pattuglie e controlli: «Questa non è una misura sufficiente, ma necessaria e di carattere straordinario», dice, legandola apertamente alla qualità della vita di residenti e operatori economici, al decoro urbano e alla vivibilità dei quartieri, e aggiungendo un passaggio politico che mette in relazione ordine pubblico e coesione sociale: «Non può, infatti, esistere sicurezza senza giustizia sociale».

In questa direzione la sindaca richiama anche il lavoro sugli interventi sociali portato avanti con l’assessora Cristina Lodi, citando l’adesione alla rete Elide per affrontare il tema delle dipendenze e ricordando che la giunta, con gli assessori Davide Patrone e Francesca Coppola, ha approvato le linee guida per avviare il Forum di cittadinanza nel Municipio I – Centro est, con l’idea di «fare sistema» tra istituzioni e cittadini per evitare risposte frammentate e costruire strumenti più efficaci davanti a problemi complessi.


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