Lite in casa e fuga di gas: l’allarme lanciato da un ragazzino, agenti fuori servizio chiudono la valvola e scongiurano il peggio

A San Quirico una discussione familiare finisce con la rottura di un tubo del gas e una forte fuoriuscita. Alcuni agenti della polizia penitenziaria, liberi dal servizio, intervengono dopo la richiesta d’aiuto di un giovane, mettono in sicurezza la situazione e attendono vigili del fuoco e polizia di Stato

Una lite in famiglia, l’agitazione che sale e, nel mezzo della concitazione, un tubo del gas che si rompe aprendo la strada a una fuoriuscita pericolosa: a San Quirico, qualche giorno fa, una situazione che poteva trasformarsi in tragedia è stata fermata in tempo grazie all’intervento di alcuni agenti della polizia penitenziaria che in quel momento erano fuori servizio. A raccontare l’episodio è Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ricostruisce l’avvio dell’emergenza partendo da un dettaglio: la richiesta d’aiuto arrivata da un ragazzino del quartiere, entrato spaventato in un bar dove gli agenti stavano prendendo un caffè.

Il giovane, riferisce Vincenzo Tristaino, avrebbe spiegato che a casa c’era un parente in forte stato di agitazione, impegnato in un litigio con altri familiari. Gli agenti si sarebbero mossi subito verso l’abitazione e lì avrebbero trovato un uomo, poi identificato come lo zio del ragazzo, che aveva appena avuto una discussione con madre e sorella. Prima ancora di comprendere fino in fondo che cosa fosse accaduto, i poliziotti lo avrebbero accompagnato all’esterno per calmarlo e ridurre il rischio che la situazione degenerasse ulteriormente; ma, proprio in quel momento, si sarebbero accorti dell’aspetto più critico, perché nella tensione della lite un tubo del gas era stato danneggiato e la perdita era già consistente.

A quel punto, dopo aver messo in sicurezza l’uomo e allontanato le persone dal rischio immediato, gli agenti fuori servizio avrebbero individuato la valvola dell’impianto e l’avrebbero chiusa, interrompendo l’uscita del gas e guadagnando tempo prezioso in attesa dei soccorsi. Sul posto, spiega ancora Vincenzo Tristaino, erano stati nel frattempo allertati vigili del fuoco e polizia di Stato, arrivati dopo la messa in sicurezza iniziale. L’uomo coinvolto nella lite, sempre secondo quanto riferito nella ricostruzione sindacale, sembrerebbe poi essere stato denunciato, mentre la priorità, in quei minuti, era evitare che una perdita così copiosa potesse innescare conseguenze gravi.
Sull’intervento è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha espresso apprezzamento per la prontezza e il senso del dovere dimostrati dagli agenti, sottolineando come il personale della polizia penitenziaria si trovi spesso a fronteggiare situazioni rischiose anche fuori dall’orario di servizio e ribadendo la necessità, a suo giudizio, di garantire adeguate tutele e riconoscimenti. Nelle sue parole c’è anche un elogio rivolto al lavoro svolto nelle strutture genovesi e liguri, con l’idea di un legame con il territorio che, in casi come questo, diventa immediatamente concreto: pochi minuti di lucidità, una manovra decisiva sull’impianto e una possibile tragedia che resta soltanto un grande spavento.
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