diritti e sociale 

Nasce “Quasi Casa”: nel cuore del centro storico apre uno spazio per giovani, fragilità e comunità

Inaugurato in piazza San Matteo il nuovo progetto di Young Caritas: un luogo di incontro e ristoro aperto a tutti. Cristina Lodi: «Il welfare qui diventa pratica quotidiana di comunità». Apertura al pubblico dal 16 febbraio

Nel pieno del centro storico, in piazza San Matteo, si accende una luce nuova: si chiama “Quasi Casa” ed è l’idea concreta di una città che prova a rispondere alle solitudini, anche quelle che non si vedono. Lo spazio è stato inaugurato questa mattina dall’Arcivescovo Marco Tasca ed è pensato come un punto di comunità guidato dai giovani di Young Caritas, capace di tenere insieme accoglienza, ascolto e vita quotidiana: un posto dove fermarsi, studiare, lavorare, incontrarsi, trovare ristoro, ma anche dove intercettare fragilità e costruire relazioni senza etichette.

All’inaugurazione, insieme a Marco Tasca, erano presenti Andrea Parodi, Pippo Armas, i giovani di Young Caritas, l’assessora al Welfare Cristina Lodi e la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso. Il senso dell’operazione, spiegano dalla Caritas genovese, nasce da un lavoro lungo e condiviso: oltre due anni di confronto con territorio, operatori e volontari per trasformare un ex locale commerciale in un luogo “aperto” nel significato più pieno del termine, non riservato soltanto a chi vive un bisogno, ma disponibile anche a chi cerca un punto di sosta e di relazione nel ritmo spesso frenetico della città.

A raccontare lo spirito del progetto è Pippo Armas, direttore di Caritas Genova, che lega l’inaugurazione a un’idea di Chiesa capace di aprirsi e mettersi a disposizione: «Come Chiesa diocesana siamo contenti di inaugurare oggi questo luogo completamente restaurato, nel quale potremo aprirci al territorio, dare spazio ai giovani che, con capacità di innovare, gestiranno i locali, l’accoglienza e le attività che qui verranno via via proposte». E il punto, insiste, è proprio l’accessibilità: «Tutti potranno entrare, a prescindere dalla fascia di età», anche perché nelle settimane di preparazione il quartiere ha già cominciato a sentirlo suo, tra mani che aiutano a sistemare e vicini che partecipano all’organizzazione degli spazi.

Il progetto viene indicato come uno dei “segni” lasciati dal cammino sinodale della Chiesa genovese, cioè da quel percorso di ascolto e confronto che negli anni ha coinvolto comunità ecclesiali e non. In questa direzione va anche il pensiero del vicario episcopale per la Carità Andrea Parodi, che richiama uno stile di presenza non distante: «Con questo spazio vogliamo ribadire uno stile di Chiesa che dialoga e che si pone in ascolto di tutti», sottolineando la scelta di valorizzare un luogo storico per rimetterlo al servizio della cittadinanza e soprattutto delle nuove generazioni.

Dal punto di vista di Young Caritas, “Quasi Casa” non vuole essere un semplice sportello, ma un ambiente vivo, con attività e proposte che crescono insieme al territorio. Lo spiega Margherita Goretti: «Vogliamo dare vita a uno spazio diverso, che non sia solo un centro di servizi specializzato nelle risposte a dei bisogni, ma che sia anche un luogo dove incontrarsi, offrire momenti di ristoro, di accoglienza, di ascolto. Sarà anche uno spazio di formazione, di eventi culturali e di crescita spirituale». E in quella formula, “quasi”, c’è l’idea di un’appartenenza che nasce senza forzature: un posto dove sentirsi accolti prima ancora di dover spiegare perché.

Anche il Comune ha voluto sottolineare il valore sociale dell’iniziativa. Cristina Lodi ha legato il progetto a un welfare che non si limita agli interventi, ma lavora sulle relazioni, prima che l’isolamento diventi disagio: «“Quasi Casa” dimostra che quando alle nuove generazioni viene data fiducia e responsabilità, nascono luoghi capaci di trasformare il territorio». E ancora: «Qui il welfare non è solo un sistema di interventi, ma una pratica quotidiana di comunità. Significa prevenire l’isolamento prima che diventi disagio, costruire reti di prossimità, offrire spazi dove ciascuno possa sentirsi accolto senza dover dimostrare nulla».

In chiusura, Marco Tasca ha affidato a poche parole il desiderio che accompagna l’apertura: «“Quasi casa” ha una grande missione, che è quella di essere un luogo di incontro, serenità, ritrovo», con l’augurio «che questo sia davvero un luogo di relazione, dove avremo la grazia di incontrare tante persone».

Lo spazio aprirà al pubblico dal 16 febbraio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.


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