Cgil e Anpi contro la “remigrazione”: «Proposta incostituzionale», presidio domani alle 17

Nel mirino la proposta di legge lanciata dal Comitato Remigrazione e Riconquista: per Cgil e Anpi è «intrisa di contenuti razzisti e discriminatori» e non può essere presentata come risposta alla sicurezza. Appuntamento venerdì 13 febbraio in largo Pertini

La proposta di legge chiamata “Remigrazione” finisce al centro di una nuova giornata di tensione politica e sociale. CGIL Genova e ANPI Genova definiscono l’iniziativa «contraria ai principi costituzionali» perché, sostengono, «intrisa di contenuti razzisti, xenofobi e discriminatori». Secondo le due organizzazioni, l’idea che una legge del genere possa “garantire maggiore sicurezza” sarebbe «infondata e pretestuosa»: la sicurezza, affermano, nasce semmai da «una società più giusta e con più diritti», capace di combattere dumping salariale, precarietà e sfruttamento, ricomponendo le fratture sociali con il dialogo e in una prospettiva inclusiva. Nel comunicato si sottolinea anche che chi fugge da guerre, persecuzioni e fame non verrebbe fermato da un provvedimento legislativo e che, al contrario, diversi settori economici e sociali in Italia poggiano anche sul lavoro degli immigrati.

Da qui la scelta di scendere in piazza: CGIL e ANPI annunciano un presidio per domani, venerdì 13 febbraio, alle ore 17 in Largo Sandro Pertini, chiedendo una risposta pubblica e visibile in una città che ricordano essere Medaglia d’Oro al Valor Militare per essersi liberata da sola dalla dittatura nazifascista.
Lo scenario, però, si intreccia con un’altra convocazione che rischia di accendere ulteriormente il clima: il “Comitato Remigrazione e Riconquista” ha annunciato una presentazione della propria proposta proprio a Genova, sempre per venerdì 13 febbraio, rivendicando il diritto di parlare «dopo lo stop» alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati e lanciando una frase destinata a far discutere: «Non possono esistere città dove non ci è consentito parlare».

Nel racconto degli ultimi giorni pesa anche quanto accaduto a Roma, dove l’iniziativa prevista a Montecitorio era stata promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele insieme a CasaPound e ad altri gruppi di estrema destra, ma era saltata dopo l’occupazione dei posti disponibili da parte di deputati di Partito Democratico (Pd), Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), con la linea dura espressa in Aula stampa: «I fascisti non possono entrare nelle istituzioni democratiche perché la nostra Costituzione è antifascista».
A Genova il Comitato annuncia la presenza del presidente Luca Marsella, del vicepresidente Salvatore Ferrara e di esponenti locali, rivendicando una spinta popolare misurabile nella raccolta firme online. Ma resta un dettaglio che pesa e che, di fatto, ha già alimentato la controreazione: la sede dell’appuntamento non è stata indicata e verrebbe comunicata «nei prossimi giorni».
È proprio su questo punto che si innesta la replica di Genova Antifascista: l’accusa non riguarda solo i contenuti, ma anche il metodo, con un attacco alla “segretezza” e alle informazioni fatte circolare “in privato”, lette come un modo per spostare tutto sul terreno dell’ordine pubblico. La contestazione insiste su una domanda semplice: se l’obiettivo dichiarato è parlare alla città, perché farlo senza dire subito dove, affidandosi a comunicazioni riservate e costruendo un palcoscenico “controllato” invece di un confronto alla luce del sole?
In questo quadro, il presidio di CGIL e ANPI si colloca come una risposta che prova a riportare la discussione su un crinale diverso: non lo scontro “annunciato”, ma il merito di una proposta che, a loro giudizio, costruisce il tema migratorio come nemico e ripropone schemi ideologici già battuti dalla storia. Con due appuntamenti che si incrociano nello stesso giorno e con un luogo ancora non dichiarato per la presentazione del Comitato, la giornata di venerdì si preannuncia delicata anche per la gestione della città e per l’equilibrio tra diritto di manifestare e necessità di prevenire tensioni.
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