Urla, sputi e testate in volante: tre denunciati dopo l’intervento in centro storico

Controllo all’alba in via Gramsci dopo una segnalazione per molestie: un uomo avrebbe danneggiato l’auto di servizio della polizia di Stato e opposto resistenza, altri due fermati con un coltello multiuso e merce di cui non avrebbero saputo spiegare la provenienza

All’alba, nel cuore del centro storico, una segnalazione per persone moleste ha fatto scattare l’intervento della polizia di Stato in via Gramsci. Era circa le 7.15 quando gli agenti sono arrivati sul posto e, in pochi minuti, la situazione è degenerata: tra urla, atteggiamenti aggressivi e un danneggiamento all’auto di servizio, l’intervento si è chiuso con tre denunce e una sanzione amministrativa.

Secondo quanto ricostruito, un ventiquattrenne – descritto in evidente stato di alterazione – si sarebbe avvicinato agli operatori urlando e avrebbe colpito lo specchietto della volante, danneggiandolo. Gli agenti lo hanno contenuto ma, sempre stando alla versione fornita, l’uomo avrebbe continuato a opporre resistenza anche durante le fasi successive. Una volta fatto salire sull’auto, avrebbe iniziato a colpire con testate l’abitacolo e a sputare, mantenendo la stessa condotta anche nel tragitto verso la Questura.

Negli uffici, durante la redazione degli atti, avrebbe rifiutato di fornire le proprie generalità. Per questo, oltre alla resistenza, gli sono stati contestati anche il rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, il danneggiamento e l’imbrattamento. È stato inoltre sanzionato per ubriachezza manifesta. La posizione dello straniero è ora al vaglio dell’Ufficio Immigrazione per i provvedimenti amministrativi di competenza.
Nello stesso contesto sono stati identificati anche altri due uomini, presenti sul luogo dell’intervento. Uno è stato denunciato per possesso di oggetti atti ad offendere perché trovato con un coltello multiuso. L’altro è stato denunciato per ricettazione: con sé aveva diversi prodotti per la cura personale, ancora confezionati, e non avrebbe saputo giustificarne la provenienza.
Si tratta di un 33enne genovese già destinatario del divieto di dimora nelle province di Varese e Milano e di un 31 italiano di fuori provincia.
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