Cronaca 

Sestri Ponente, stretta contro i furbetti dei rifiuti: cinque multe, tre da mille euro e un “colto in flagrante” grazie ai cittadini

Controlli della polizia locale tra Sestri Ponente e Cornigliano nelle aree più sensibili: nel mirino abbandoni di ingombranti ed elettrodomestici, individuati anche con videosorveglianza e segnalazioni al numero unico

La guerra agli abbandoni non si ferma e, anzi, alza il tiro proprio dove il fenomeno continua a ripresentarsi con più frequenza. Anche nella prima settimana di febbraio la polizia locale ha proseguito i controlli mirati sul territorio di Sestri Ponente e Cornigliano, concentrandosi su una serie di punti considerati “sensibili” perché già in passato teatro di scarichi selvaggi e accumuli improvvisi. Nel mirino sono finite, in particolare, aree come corso Ferdinando Perrone, piazza Metastasio, largo Barulli, via Francesco Rolla, piazza Aprosio: luoghi di passaggio e di vita quotidiana che, quando vengono trasformati in discariche improvvisate, diventano un problema non solo di decoro ma anche di sicurezza e igiene.

Il bilancio dell’attività, questa volta, è concreto e parla di cinque sanzioni accertate per abbandono di rifiuti. In tre casi la multa è stata particolarmente pesante, mille euro, perché l’infrazione è stata valutata più grave. Il dato non è secondario: l’amministrazione vuole far passare un messaggio chiaro, cioè che per chi scarica rifiuti in strada non ci sono più “zone franche” e che il rischio di essere individuati è reale, anche quando si pensa di agire in pochi secondi e lontano da occhi indiscreti.

A rendere possibile l’individuazione dei responsabili, in questa tranche di controlli, sono stati due strumenti diversi ma complementari: da una parte la videosorveglianza cittadina, che si è rivelata decisiva per risalire agli autori di alcune violazioni; dall’altra la collaborazione diretta dei cittadini, che in un caso ha permesso agli agenti di intervenire in tempo reale. Una persona, infatti, è stata colta sul fatto grazie a una telefonata arrivata al numero unico: una segnalazione tempestiva, che ha trasformato un comportamento scorretto in un intervento immediato e in una contestazione senza possibilità di scuse.

Quanto alla “natura” degli abbandoni, non si tratta di sacchetti lasciati male, ma soprattutto di rifiuti ingombranti e materiali difficili da smaltire illegalmente proprio perché voluminosi: elettrodomestici, mobili e persino una lavatrice di grosse dimensioni. Oggetti che, oltre a deturpare l’ambiente urbano, possono diventare un rischio, attirare ulteriori abbandoni a catena e rendere più complesso e costoso l’intervento di rimozione.

A commentare i risultati è l’assessora alla polizia locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, che rivendica l’efficacia della campagna di contrasto e mette l’accento sul lavoro delle pattuglie e sull’uso della tecnologia: secondo Viscogliosi l’attività «continua a dare risultati», grazie a un «paziente lavoro di pattugliamento» e agli strumenti a disposizione. Ma il punto che l’assessora considera decisivo, in questa occasione, è proprio l’episodio del “colto in flagrante” reso possibile da una chiamata dei residenti: un segnale, sottolinea, che la collaborazione tra corpo e cittadinanza è fondamentale e che sempre più persone sono disposte a fare la propria parte per tutelare salute e incolumità, nonostante i comportamenti scorretti di chi trasforma strade e piazze in un deposito abusivo.

Il messaggio, in definitiva, è doppio: da un lato la pressione dei controlli resta alta nei punti critici, dall’altro la “rete” di segnalazioni e telecamere rende più difficile contare sull’impunità. E se cinque sanzioni in pochi giorni non bastano da sole a cancellare il fenomeno, indicano però una direzione: più pattuglie, più accertamenti, più multe pesanti e un invito esplicito a non voltarsi dall’altra parte quando qualcuno scarica rifiuti dove non dovrebbe.


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