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Beatrice, morta a casa a due anni. Il corpicino è pieno di lividi. In serata i carabinieri arrestano la madre

La donna ha parlato di una caduta dalle scale nei giorni scorsi e poi, stamattina, di una crisi respiratoria della piccina. L’intervento dei soccorsi non è riuscito a salvare la vita alla bimba. Secondo il medico legale la salma della piccola presenta ecchimosi compatibili con una o più aggressioni volontarie

Beatrice, due anni appena, è stata trovata senza vita nella casa di famiglia sulla strada alle Morghe, a Monte Nero, nell’entroterra di Bordighera: i soccorritori sono arrivati in codice rosso ma non sono riusciti a salvarla, e in serata la madre è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale mentre la procura apre un fascicolo e i carabinieri ricostruiscono ogni minuto

Alle 8:20 di stamattina il 118 è stato chiamato in una casa sulla strada alle Morghe, a Montenero, frazione nell’entroterra di Bordighera, per una bambina in difficoltà respiratoria. L’ambulanza della Croce Rossa locale e un’automedica sono arrivate in codice rosso, entrando in un’abitazione dove, secondo quanto ricostruito, vivevano la mamma, 43 anni, e tre figli, due fratellini più grandi e la piccola Beatrice, due anni. Il padre sarebbe detenuto.

La richiesta di aiuto, stando alle prime informazioni, sarebbe partita proprio dalla madre, che avrebbe parlato di una crisi respiratoria della figlioletta. In quei momenti tutto si riduce all’essenziale: una stanza, un corpo piccolissimo, le manovre che si ripetono con precisione e urgenza, i volti che provano a restare lucidi mentre attorno si addensa la paura. Ma l’intervento di medici, infermieri e militi non è bastato. La bambina è morta lì, in casa, e con lei si è spezzata la normalità di una mattina qualunque.

Da subito, però, la morte della piccola non è apparsa come un evento lineare. Le cause sono state giudicate poco chiare e la procura di Imperia, guidata dal procuratore Alberto Lari, ha aperto un fascicolo. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, chiamati a fare ciò che in casi simili diventa inevitabile: non fermarsi al dolore, ma cercare risposte, verificare, confrontare, ricostruire. È una parte fredda della realtà, ma è anche l’unica che può trasformare un sospetto in verità o un racconto in riscontro.

Secondo una prima valutazione del medico legale, sul corpo della bambina sarebbero state rilevate diverse ecchimosi e lesioni compatibili con traumi che non troverebbero una spiegazione immediata in un singolo incidente domestico. È un passaggio che, fin dalle prime ore, avrebbe contraddetto la versione fornita dalla madre ai carabinieri, che avrebbe attribuito i lividi a una caduta dalle scale avvenuta nei giorni precedenti. In queste ore, però, ogni dettaglio viene trattato come un nodo da sciogliere: il “quando”, il “come”, il “chi era presente”, la sequenza degli eventi prima della chiamata al 118.

Nel pomeriggio e poi in serata la pressione investigativa è salita. La donna è stata ascoltata a lungo nella caserma dei carabinieri di Bordighera, dove è arrivata anche la sostituta procuratrice Veronica Meglio. La quarantatreenne, un’italiana, ha negato ogni addebito e avrebbe sostenuto di essersi allontanata da casa, lasciando i bambini nell’abitazione; al rientro avrebbe trovato la piccola in condizioni critiche e avrebbe ricondotto tutto a una caduta. Una ricostruzione che, secondo gli inquirenti, non avrebbe trovato riscontri ritenuti sufficienti. Proprio per questo, in serata, è scattato l’arresto con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, il reato che si configura quando si compiono atti diretti a percuotere o a ledere e, senza volerlo, si provoca la morte della persona colpita.

Gli investigatori hanno acquisito e visionato anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, nel tentativo di verificare movimenti, orari, presenze, e capire se la versione fornita possa essere confermata o smentita. È una ricerca minuziosa, fatta di immagini, tempi e contraddizioni, che corre parallela all’altra dimensione, quella umana: una casa che ora è scena di accertamenti, due fratellini che restano sullo sfondo di una tragedia troppo grande, una comunità che si ritrova improvvisamente con una domanda che non vorrebbe neppure formulare.

In queste ore Bordighera fa i conti con lo sgomento. La morte di Beatrice non è soltanto una notizia: è un vuoto che lascia senza parole e un dolore che, prima ancora delle carte e delle ipotesi, chiede rispetto. Ma è anche una vicenda che la giustizia dovrà attraversare fino in fondo, perché quando una vita così piccola finisce in modo inspiegabile, la verità non è un dettaglio: è l’unica cosa che può restare in piedi.


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