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Tre milioni per pedalare dalla costa ai borghi: l’anello “Mare–Entroterra” mette Genova e Tigullio sulla mappa del cicloturismo

La Città Metropolitana ha presentato ai Comuni la progettualità che connette l’area metropolitana tra costa ed entroterra, intrecciando grandi ciclovie nazionali e attrattori identitari come Strada dei Forti e Trenino di Casella. L’obiettivo è far crescere il turismo lento e distribuire i flussi, con un percorso che punta a coinvolgere fino a 31 Comuni tra Genovesato e Tigullio

Un anello capace di far dialogare il mare con l’entroterra, le grandi direttrici del cicloturismo con i piccoli centri e le eccellenze locali: è questa l’idea che la Città Metropolitana di Genova ha portato oggi al tavolo dei Comuni nell’incontro ospitato nella sede di Associazione Nazionale Comuni Italiani Liguria, nella Sala “Enrico Piccardo”. Al centro, la proposta progettuale dell’area metropolitana genovese dentro il disegno regionale “La Liguria degli Anelli – Itinerari Cicloturistici Regionali”, iniziativa collegata alle finalità del Fondo Unico Nazionale per il Turismo e pensata per costruire una rete moderna e sostenibile di percorsi, in grado di trasformare la bicicletta in un modo diverso di attraversare e conoscere il territorio.

La giornata è stata, soprattutto, un passaggio di condivisione: mettere attorno allo stesso tavolo amministrazioni, struttura regionale e associazioni che lavorano da anni sulla mobilità dolce per dare al progetto una base concreta, fatta di scelte, connessioni e governance. Alla presentazione hanno preso parte l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi, il direttore generale Turismo, Marketing territoriale e Sistemi Informativi Iacopo Avegno e il vicesindaco metropolitano di Genova, nonché sindaco di Vobbia, Simone Franceschi, insieme ai Comuni interessati e ai rappresentanti di Appennino Bike Tour, Unione Sportiva Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani Regione Liguria e Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta Genova. Il messaggio, più che celebrativo, è stato operativo: il cicloturismo non è una nicchia, ma una leva che può generare ricadute economiche diffuse, se i percorsi vengono costruiti come sistemi e non come singoli interventi scollegati.

La progettualità “Mare–Entroterra” dell’area metropolitana, per la quale la Città Metropolitana è stata individuata come soggetto attuatore, si inserisce infatti in un disegno che punta a fare due cose insieme: da un lato, creare collegamenti reali tra la costa e le aree interne; dall’altro, agganciare l’offerta ligure alle grandi “autostrade lente” del Paese, mettendo in relazione ciclovie di interesse nazionale come l’Appennino Bike Tour e la Ciclovia Tirrenica con un territorio che, in pochi chilometri, concentra paesaggi, storia e identità. È in questa cornice che l’anello viene raccontato non solo come infrastruttura ciclabile, ma come un percorso capace di diventare esperienza, cioè un viaggio che attraversa luoghi e comunità e che, tappa dopo tappa, può portare presenze e opportunità anche dove di solito i flussi turistici arrivano meno.

Non a caso, nel racconto del progetto tornano alcuni “magneti” simbolici dell’area genovese: la Strada dei Forti, tra i sistemi difensivi più estesi d’Europa, e la storica ferrovia Genova–Casella, il Trenino di Casella, chiamato in causa come esempio concreto di integrazione tra mobilità dolce, trasporto pubblico e turismo lento. L’idea è che questi elementi diventino parte della narrazione e dell’esperienza di viaggio, contribuendo a dare all’anello una personalità riconoscibile, capace di unire grandi attrattori e piccoli borghi, costa ed entroterra, panorami naturali e sistemi culturali in una visione unitaria e di lungo periodo.

Sul fronte delle risorse, la Regione ha ribadito la propria scommessa sull’outdoor e sulla destagionalizzazione, sottolineando l’impegno che ha portato al finanziamento del Ministero del Turismo, quantificato in tre milioni di euro per “La Liguria degli Anelli”. Luca Lombardi ha spiegato che “Mare–Entroterra”, indicato come uno dei quattro anelli del progetto e descritto come capace di unire Genova a Lavagna, si colloca dentro una strategia che mira a distribuire in modo più equilibrato i flussi e a costruire un turismo di ritorno, non legato solo ai picchi stagionali. Iacopo Avegno ha insistito sulla necessità di una regia solida, richiamando il valore di strumenti come una Destination Management Organization forte e un Destination Management System regionale in grado di mettere in rete dati e operatori, perché la differenza, in progetti di questa scala, la fanno continuità e coordinamento, non l’evento isolato.

A chiudere l’incontro è stato Simone Franceschi, che ha rimarcato il ruolo della Città Metropolitana come “cerniera” istituzionale tra strategia regionale e livello locale, cioè come luogo di raccordo che può accompagnare i Comuni in un percorso unitario di valorizzazione e pianificazione. E proprio su questa dimensione di ascolto dei territori ha insistito anche la consigliera metropolitana delegata alla Pianificazione strategica e territoriale e allo Sviluppo socioeconomico Ilaria Bozzo, descrivendo il progetto come un’occasione per mettere in rete mobilità dolce ed eccellenze locali dentro una pianificazione condivisa, capace di riportare centralità a comunità e luoghi.

La presentazione di oggi, in sostanza, è stata un punto di partenza e non un traguardo: il percorso di attuazione, nato su risorse del Fondo Unico Nazionale per il Turismo, punta ora a crescere anche grazie a ulteriori finanziamenti già richiesti. Se l’evoluzione seguirà la traiettoria delineata, il coinvolgimento potrà estendersi fino a 31 Comuni tra Genovesato e Tigullio, consolidando l’ambizione di un anello che non promette soltanto chilometri da percorrere, ma una nuova maniera di tenere insieme economia, paesaggio e qualità dell’esperienza turistica.


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