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Un distaccamento dei vigili del fuoco a Quarto: la mozione che punta a tagliare i tempi di soccorso nel Levante

Noi Moderati – Orgoglio Genova porta in Consiglio comunale una mozione per avviare verifiche su utilità e fattibilità di un nuovo presidio dei vigili del fuoco a Quarto, indicato come punto strategico tra Genova e Rapallo in un’area segnata da traffico, lavori e criticità viarie che possono rallentare gli interventi di emergenza

Un presidio in più, in un punto considerato “chiave”, per ridurre i minuti che in emergenza diventano tutto. È la richiesta messa nero su bianco nella mozione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri del gruppo Noi Moderati – Orgoglio Genova, con Lorenzo Pellerano primo firmatario, che impegna sindaca e giunta ad avviare verifiche istituzionali sull’utilità e sulla fattibilità di un nuovo distaccamento dei vigili del fuoco nel quartiere di Quarto. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza del Levante genovese e, per estensione, anche dei Comuni limitrofi fino a Recco, in un contesto di viabilità che, secondo i proponenti, rischia sempre più spesso di trasformarsi in un collo di bottiglia proprio quando serve correre.

La proposta, spiegano dal gruppo, nasce dal territorio e prende le mosse dall’iniziativa del consigliere municipale Giuseppe Rappa, esponente di Noi Moderati – Orgoglio Genova nel Municipio IX Levante. Al centro c’è un ragionamento pratico: oggi, tra il distaccamento dei vigili del fuoco di via Piacenza a Genova e quello di Rapallo, non ci sarebbero altri presìdi intermedi, con tempi di percorrenza che possono risultare determinanti in caso di emergenze localizzate nel Levante cittadino e nelle aree immediatamente oltreconfine comunale. Quarto, per posizione e per una potenziale disponibilità di spazi idonei, viene indicato come il punto più adatto a ospitare un nuovo distaccamento.

Nel testo e nelle dichiarazioni, Pellerano e Rappa insistono su un elemento che chiunque viva o attraversi quell’area conosce bene: la viabilità verso Levante, tra traffico ordinario e picchi stagionali, può essere lenta e imprevedibile. Viene citata l’Aurelia, che in estate si carica di ulteriore pressione, e vengono richiamate anche le strade collinari e le direttrici verso aree come san Desiderio, Apparizione e sant’Ilario, oltre alle alture dei Comuni limitrofi come Bogliasco, Pieve, Sori e Recco. Il senso è uno: se le arterie si bloccano o si saturano, la rapidità dei soccorsi ne risente, e questo, sostengono i proponenti, è un rischio che non può essere ignorato.

A complicare il quadro, nella ricostruzione del gruppo consiliare, ci sono poi fattori infrastrutturali che negli ultimi anni hanno dimostrato di avere effetti immediati sul traffico e quindi sulla capacità di spostamento dei mezzi di emergenza. Vengono citati i lavori di adeguamento antincendio lungo l’autostrada A12 tra Genova e Rapallo, descritta come un’infrastruttura a due corsie priva di corsia di emergenza e caratterizzata da viadotti e gallerie: in caso di cantieri o incidenti, ricordano, è già accaduto che il tratto venisse chiuso e che la circolazione si riversasse sulla viabilità ordinaria, con congestioni inevitabili. E, guardando ai prossimi mesi, il gruppo segnala anche le criticità emerse sugli impalcati di corso Europa, con il timore che possano arrivare ulteriori limitazioni alla circolazione, aggiungendo pressione su un sistema già fragile.

La mozione, così come presentata, non chiede un “via libera” immediato alla costruzione del distaccamento, ma un percorso istituzionale strutturato. In concreto, l’atto impegna l’Amministrazione comunale ad avviare un confronto con la Prefettura di Genova, la Regione Liguria e il Ministero dell’Interno per valutare soluzioni praticabili e individuare, insieme agli enti competenti, aree adeguate, preferibilmente all’interno del quartiere di Quarto. Tra le ipotesi inserite c’è anche la possibilità di esplorare forme di collaborazione con Autostrade per l’Italia sul fronte della gestione delle emergenze e della prevenzione antincendio lungo il tratto della A12, tema che i proponenti considerano strettamente legato alla sicurezza di tutta la fascia di Levante.

Non manca, infine, un riferimento a una soluzione “ponte”: in attesa di un assetto definitivo, la mozione prevede la possibilità di realizzare, appena possibile, un distaccamento provvisorio e, se necessario, di avvalersi anche di volontari antincendio. È un passaggio che mira a tradurre la richiesta in tempi più rapidi, proprio perché, nella tesi del gruppo consiliare, il problema non è astratto ma quotidiano: minuti che si allungano, carreggiate che si restringono, cantieri che si sommano, e un territorio che, tra costa e alture, rende ogni intervento più complesso.

Nel concludere, Pellerano e Rappa rivendicano un punto politico che cercano di tenere fuori dal perimetro dello scontro: «Le istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a lavorare in sinergia per raggiungere un obiettivo che non ha colore ed è prioritario: maggiore sicurezza delle persone e del territorio del Levante di Genova e dei Comuni vicini». L’idea è che, al di là delle appartenenze, un presidio di soccorso in più sia una scelta di protezione civile prima ancora che di agenda amministrativa, e che Quarto, per posizione e accessibilità, possa diventare il nodo capace di rendere più vicina la risposta alle emergenze in un quadrante urbano e metropolitano che, oggi, rischia di restare scoperto proprio quando la viabilità si mette di traverso.


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