Cronaca 

Sicurezza sui bus, i numeri dei controlli: 3.466 mezzi “visitati”, 665 persone verificate, 3 arresti e 10 denunce

In Consiglio comunale la consigliera Maria Luisa Centofanti ha chiesto quali azioni siano previste dopo l’aggressione avvenuta all’alba su un bus in piazza De Ferrari. L’assessora alla polizia locale Arianna Viscogliosi ha risposto snocciolando i dati dei controlli e del progetto “Sicurezza in movimento”, rivendicando una presenza rafforzata sulle linee più critiche e nelle fasce serali e notturne

L’aggressione avvenuta all’alba su un autobus in piazza De Ferrari è finita in aula e ha riaperto una domanda che, quando riguarda il trasporto pubblico, pesa più di altre: come si garantisce sicurezza in uno spazio che appartiene a tutti e che, proprio per questo, non può permettersi zone grigie. A portare il tema in Consiglio comunale è stata la consigliera Maria Luisa Centofanti di Riformiamo Genova, che ha presentato un’interrogazione chiedendo quali misure l’amministrazione possa mettere in campo per mitigare un fenomeno che, a suo giudizio, non è soltanto ordine pubblico ma riflesso di tensioni sociali più ampie.

Nell’intervento, Centofanti ha ricostruito l’episodio come riportato in cronaca, ricordando che la violenza sui mezzi pubblici è diventata un allarme crescente in Italia e che ridurre aggressioni e insicurezza richiede una strategia integrata, capace di tenere insieme controlli, tecnologia, formazione, collaborazione tra istituzioni e aziende di trasporto e, non da ultimo, educazione civica. La domanda, in sostanza, era come il Comune intenda muoversi dentro questa complessità per restituire agli autobus la loro funzione primaria: essere uno spazio sicuro e accessibile.

La risposta dell’assessora alla Sicurezza e alla polizia locale Arianna Viscogliosi ha scelto una linea precisa: partire dai numeri e far capire che la sicurezza, per l’amministrazione, non è un annuncio ma una presenza visibile. Viscogliosi ha ringraziato la consigliera per aver acceso il faro su una criticità reale e ha sostenuto che la sicurezza sul trasporto pubblico è una priorità, anche perché riguarda non solo chi viaggia ma chi lavora ogni giorno alla guida dei mezzi. Nel suo ragionamento, la percezione conta quasi quanto l’intervento: salire su una linea “difficile” e trovare un agente in divisa è già un deterrente e un segnale di tutela, soprattutto in certe fasce orarie.

È su questa base che l’assessora ha rivendicato un rafforzamento dei controlli, costruito in collaborazione con Amt e calibrato sulle linee e sui momenti più critici segnalati dalla cittadinanza. Nel periodo dell’annualità 2025 fino ad oggi, ha detto, sono stati 3.466 gli autobus visitati, mentre nel solo mese di gennaio 2026 i passaggi effettuati sono stati 407, a dimostrazione di un presidio che non si limita alle giornate “calde” ma punta a essere continuativo. Da novembre, ha aggiunto, è stato avviato anche un progetto specifico, “Sicurezza in movimento”, pensato per portare pattuglie alle fermate e a bordo dei mezzi sulle linee considerate più problematiche.

Qui arrivano i dati operativi più pesanti, quelli che l’assessora ha usato per dimostrare l’effetto concreto del progetto. Viscogliosi ha spiegato che sono state impiegate 41 pattuglie, con circa 200 operatori complessivamente coinvolti, e che nell’ambito dell’iniziativa sono stati controllati 432 autobus e presidiate 114 linee urbane. Gli esiti dei controlli, secondo quanto riportato, parlano di 665 persone controllate, tre arresti e dieci denunce a piede libero per reati che spaziano da furti e risse fino a stupefacenti e armi, oltre a 23 sanzioni amministrative, cinque delle quali legate a violazioni di regolamenti e ordinanze sul consumo di alcol.

La chiusura dell’assessora è stata una promessa di continuità: il percorso avviato viene definito positivo e destinato a proseguire per tutto il 2026, con l’idea di potenziare ulteriormente il servizio compatibilmente con le forze disponibili e con i limiti di organico. In sostanza, l’aggressione di piazza De Ferrari diventa, in aula, il punto da cui ripartire per ribadire una strategia: presidio, prossimità e controlli mirati, perché sui mezzi pubblici la sicurezza, prima ancora che una dichiarazione, è qualcosa che deve essere vista.


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