Uffici giudiziari in affanno per carenza di personale, Terrile conferma il distacco di dipendenti comunali per “tamponare” l’emergenza

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Genova, il vicesindaco Alessandro Terrile ringrazia magistrati, personale amministrativo, avvocati e forze dell’ordine e sottolinea la criticità della carenza di organico negli uffici giudiziari liguri. Il Comune, annuncia, continuerà a distaccare proprio personale per attenuare il problema e migliorare tempestività e qualità delle risposte ai cittadini

La giustizia come servizio pubblico essenziale, non come mondo separato. È questo il taglio con cui il vicesindaco e assessore agli Affari legali del Comune di Genova, Alessandro Terrile, ha partecipato questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Genova, portando un messaggio che prova a tenere insieme riconoscenza e urgenza: da un lato il ringraziamento a chi lavora ogni giorno negli uffici, dall’altro la conferma di un impegno concreto per ridurre, per quanto possibile, l’impatto della carenza di organico.
Alessandro Terrile spiega che la presenza del Comune alla cerimonia è stata l’occasione per esprimere, a nome dell’amministrazione, un riconoscimento a tutte le figure che tengono in piedi il sistema giudiziario cittadino, dai magistrati inquirenti e giudicanti al personale amministrativo, passando per gli avvocati e le forze dell’ordine. La sua lettura è che una giustizia tempestiva, equa e realmente accessibile, soprattutto anche alle persone più fragili, non sia un “tema di categoria”, ma un elemento indispensabile per cittadini e imprese e un pilastro della coesione sociale e della convivenza democratica.

Nel suo intervento, però, il vicesindaco non si ferma all’aspetto istituzionale e richiama un problema che, secondo lui, è ormai strutturale e preoccupante: la carenza di organico negli uffici giudiziari liguri. Riprendendo quanto emerso durante la cerimonia, Alessandro Terrile sottolinea che il quadro delineato dalla presidente della Corte d’appello e dal procuratore generale conferma un deficit di personale che inevitabilmente ricade sul lavoro quotidiano di chi opera negli uffici e, a cascata, sulla qualità e sulla quantità dei servizi resi ai cittadini. In sostanza, la mancanza di risorse umane non resta dentro i corridoi dei tribunali, ma diventa ritardo, accumulo di arretrati, tempi più lunghi di risposta, frustrazione per chi lavora e per chi attende.
È proprio per questo che il Comune, annuncia Alessandro Terrile, continuerà nel distacco di proprio personale presso gli uffici giudiziari genovesi. L’obiettivo dichiarato è attenuare, per quanto è possibile, le carenze che oggi incidono sulla tempestività delle risposte e quindi sulla credibilità stessa del servizio. Il senso dell’intervento è quello di una “stampella” amministrativa: non la soluzione definitiva a un problema che riguarda dotazioni statali e organizzazione della giustizia, ma un contributo immediato per ridurre l’impatto sui cittadini mentre si continua a lavorare per un rafforzamento strutturale.
Il messaggio finale, in controluce, è semplice: se la giustizia è un servizio indispensabile per la vita democratica, non può essere lasciata a funzionare con organici insufficienti. E se lo Stato non riesce a colmare rapidamente il vuoto, il Comune dice di voler fare la propria parte, mettendo personale e presenza istituzionale per evitare che la carenza diventi, giorno dopo giorno, una normalità accettata.
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