Amt, il Pd alza il tiro dopo la chiusura del bilancio 2024 in profondo rosso e chiede a Bucci «quanti soldi ci sono e quando arrivano»

Dopo il bilancio 2024 con una perdita da 55,9 milioni, debiti a quota 280 milioni e un patrimonio netto negativo per oltre 37 milioni, il partito chiede un coinvolgimento immediato della Regione. Il segretario cittadino Francesco Tognoni parla di numeri che «non si possono minimizzare», mentre in Regione Simone D’Angelo annuncia una richiesta formale al presidente per sapere quante risorse siano già state accantonate e con quale cronoprogramma verranno trasferite

Il bilancio 2024 di AMT, approvato dal Consiglio di amministrazione, non è più una voce di corridoio né un “balletto di cifre”: è la fotografia ufficiale di una perdita che sfiora i 56 milioni e di un patrimonio che scivola sotto lo zero. Ed è proprio sulla scia di quei numeri che il Partito Democratico decide di stringere il cerchio, trasformando la richiesta di collaborazione istituzionale in una domanda secca rivolta alla Regione: quante risorse sono pronte davvero e quando verranno messe a disposizione.

Nel comunicato diffuso ieri sera, il Partito Democratico di Genova parte dal dato contabile e lo usa come spartiacque politico. Secondo il partito, la perdita d’esercizio, l’indebitamento complessivo indicato a 280 milioni e il patrimonio netto negativo «non lasciano spazio a interpretazioni o minimizzazioni» e rendono «inermi» le accuse che, nei mesi scorsi, avrebbero dipinto l’amministrazione comunale come allarmista. Per il segretario genovese Francesco Tognoni, l’approvazione del bilancio rende evidente che l’allarme era fondato e che chi ha minimizzato dovrebbe ora assumersi una responsabilità pubblica, arrivando anche a chiedere scusa alla città e ai lavoratori.
La linea del partito, però, non si ferma al confronto politico interno. Francesco Tognoni rivendica il sostegno al lavoro impostato dalla giunta Silvia Salis per avviare il risanamento, ma insiste su un punto: il Comune non può reggere da solo una crisi di questa dimensione. In altre parole, Amt viene definita un bene pubblico e un servizio essenziale, e proprio per questo – sostiene il Partito Democratico – serve uno spirito collaborativo concreto, che metta al centro continuità e qualità del servizio, tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e diritto alla mobilità, senza trasformare tutto in un ring permanente.
Il passaggio più “operativo” arriva dal livello regionale. Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico, definisce quanto emerso dal bilancio «un disastro senza precedenti» e sostiene che la Regione non possa più rifugiarsi in formule attendiste. Nella sua ricostruzione, il piano di risanamento avrebbe bisogno di due pilastri economici molto chiari: un incremento di 35 milioni all’anno sul contratto di servizio e un’iniezione di capitale che quantifica in 100 milioni. E qui la pressione si concentra sul presidente di Regione: Simone D’Angelo chiede a Marco Bucci di passare dalle dichiarazioni ai trasferimenti, ricordando anche che, su sua proposta, il Consiglio regionale avrebbe approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la giunta a seguire da vicino la crisi e a lavorare per risorse straordinarie, coinvolgendo Comune, Città Metropolitana, azienda, rappresentanze sindacali e utenti, con aggiornamenti periodici in aula.
A questa pressione politica si aggiunge un atto formale che punta a inchiodare il tema su tempi e cifre. In un’interrogazione a risposta immediata indirizzata al presidente dell’Assemblea legislativa, datata 28 gennaio 2026, il gruppo consiliare del Partito Democratico chiede a Marco Bucci e all’assessore competente di chiarire «a quanto precisamente ammontano» le risorse che il presidente avrebbe dichiarato di aver già messo da parte e con quale cronoprogramma verranno trasferite ad AMT. Il documento porta le firme di Simone D’Angelo, Armando Sanna, Roberto Arboscello, Carola Baruzzo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo, e richiama anche la dichiarazione attribuita al presidente in una trasmissione televisiva, dove avrebbe detto di essere pronto e di avere già accantonato dei fondi, senza però rivelarne l’entità.
Il senso politico dell’operazione è evidente: dopo mesi in cui il dibattito si è giocato tra accuse di allarmismo e richieste di “vedere i numeri”, ora che i numeri sono ufficiali il Partito Democratico prova a spostare il confronto su un terreno più stringente, quello delle risorse e delle scadenze. E lo fa tenendo insieme due binari: da una parte la difesa del lavoro della giunta Silvia Salis e del nuovo corso aziendale, dall’altra la richiesta che la Regione, con Marco Bucci, dica con chiarezza quanti soldi siano realmente pronti e quando verranno messi sul tavolo, perché la crisi di Amt, nella lettura del partito, non è più materia da comunicati: è un dossier che richiede decisioni immediate, e soprattutto verificabili.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.