Scuole comunali dell’infanzia, stop ai “bimbi rimandati a casa”: arrivano 9 insegnanti e 5 educatori dalle cooperative, ma la Cisl attacca

Il Comune di Genova vara misure “emergenziali” per coprire i buchi di organico nelle scuole comunali dell’infanzia: subito 9 assunzioni a tempo determinato e l’ingresso del terzo settore con 5 unità, più altre 20 assunzioni a marzo e almeno 10 posti a tempo indeterminato nel 2026/2027. La Cisl Funzione Pubblica contesta il ricorso alle cooperative e chiede soluzioni strutturali interne

“È inaccettabile che non ci sia la sicurezza del servizio pubblico e che, quasi ogni giorno, alcuni bambini vengano accompagnati alle scuole dell’infanzia e debbano essere rimandati a casa”. Con questa frase la sindaca di Genova Silvia Salis ha messo nero su bianco l’emergenza che sta attraversando le scuole comunali dell’infanzia e ha annunciato un intervento immediato per colmare i vuoti di organico e garantire continuità alle famiglie. Le misure sono state illustrate in conferenza stampa dopo l’incontro con i sindacati sui servizi educativi 3/6 anni, al quale ha partecipato anche l’assessora comunale ai Servizi educativi Rita Bruzzone.
Il piano del Comune nasce come risposta tampone, ma con un orizzonte più ampio. Nell’immediato viene attivata una “task force” di nove educatori da utilizzare come insegnanti, con assunzione a tempo determinato attingendo dall’elenco delle supplenze brevi, destinata agli Ambiti scolastici territoriali per fronteggiare emergenze non programmate. A queste nove unità si aggiunge, sempre nell’ottica di una soluzione transitoria, l’ingresso di cinque educatori provenienti dal terzo settore, chiamati a rafforzare subito l’organico in classe con attività ricreative sulla base di un progetto specifico elaborato dall’Amministrazione. Salis non nasconde che questo passaggio non sia gradito alle organizzazioni sindacali e lo definisce apertamente “del tutto emergenziale”, ma rivendica la scelta come “unica soluzione possibile” per garantire la piena continuità del servizio nell’attesa di assumere tutto il personale necessario. La sindaca assicura, inoltre, la massima tutela per i lavoratori delle cooperative coinvolte e un controllo stretto sulle condizioni di lavoro, con particolare attenzione alla retribuzione minima salariale e alla qualità complessiva del servizio.

Il rafforzamento non si esaurisce nella fase d’urgenza. Il Comune ha già programmato altre venti assunzioni a tempo determinato entro il mese di marzo, attingendo dal concorso a tempo determinato bandito nei giorni scorsi, con l’utilizzo in deroga consentito dalla normativa per le scuole dell’infanzia. In prospettiva, per l’anno scolastico 2026/2027 l’Amministrazione annuncia almeno dieci nuove unità a tempo indeterminato, con la possibilità di incrementare ulteriormente il numero. Salis ha spiegato di essersi assunta personalmente la responsabilità di risolvere la situazione insieme all’assessora Bruzzone e agli uffici comunali, e ha promesso ai sindacati che, conclusa la fase delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, verrà avviato un percorso condiviso per definire il piano dell’offerta formativa e il fabbisogno di personale necessario a garantirla.
Sul fronte sindacale, però, il confronto resta teso. Cisl Funzione Pubblica Liguria giudica l’esito dell’incontro con il Comune “complessivamente insoddisfacente” e ribadisce la propria contrarietà alle soluzioni esterne alla gestione comunale, ritenute non coerenti con la necessità di risposte strutturali. La segretaria regionale Cinzia Maniglia chiede tempi certi, piena funzionalità degli strumenti e una verifica puntuale dei risultati, avvertendo che ulteriori ritardi rischiano di pesare su tutto il sistema educativo. La Cisl sottolinea inoltre criticità organizzative legate all’impiego del personale delle cooperative, indicando il rischio di attività senza compresenza in alcune fasce orarie e possibili ricadute sulla qualità educativa e sulla sicurezza, e rimarca che i numeri delle candidature per le supplenze brevi dimostrerebbero la possibilità di rafforzare il sistema con assunzioni interne, evitando “scorciatoie” esterne.
La partita, in sostanza, si gioca su due binari: l’urgenza di evitare nuovi casi di bambini rimandati a casa e la necessità, rivendicata anche dalle organizzazioni sindacali, di una programmazione stabile degli organici che vada oltre le misure tampone. Le prossime settimane, con l’entrata in servizio delle nuove unità e l’arrivo delle ulteriori assunzioni annunciate, diranno se l’emergenza potrà davvero rientrare.
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